Sabato un aperitivo bosniaco con “Pasta e pita di pace”
REGGIO EMILIA . Il progetto “Pasta e pita di pace” intrecciato dalla nostra città con la Bosnia Erzegovina compie una nuova tappa. Sabato 12, nel laboratorio gastronomico di “Mani in Pasta” di via...
REGGIO EMILIA . Il progetto “Pasta e pita di pace” intrecciato dalla nostra città con la Bosnia Erzegovina compie una nuova tappa.
Sabato 12, nel laboratorio gastronomico di “Mani in Pasta” di via Kennedy 17, si svolge infatti un aperitivo sociale a sostegno del progetto di collaborazione internazionale.
Protagoniste dell’evento le rezdore reggiane e le donne dell’associazione Jadar di Konjevic Polje che si confronteranno sull’esperienza comune vissuta nel viaggio compiuto dal 3 all’8 aprile nel Paese bosniaco. Vi hanno preso parte Andrea Cortesi (Iscos Emilia Romagna) Francesco Bini (Cisl Emilia centrale) Ann Osaremien, Elena Stefana, Joy Francisca e Francesco D’Orsa (Cooperativa sociale Madre Teresa) e Debora Malaponti (Bosnia senza confini).
“Pasta e pita di pace” ha dunque aperto un dialogo fra culture gastronomiche diverse, un confronto sulla cultura del cibo e della buona cucina animato da intenti di solidarietà.
L’iniziativa si inserisce nel quadro di un ampio percorso di memoria e di ricostruzione storica del conflitto degli anni Novanta che è stato presentato lo scorso 29 marzo in un incontro svolto nel Comune di Reggio Emilia, con la partecipazione dell’assessore alla Città internazionale Serena Foracchia.
E ora il nuovo approccio attraverso questo appuntamento a tavola per un aperitivo a base di pasta e pita (piatto bosniaco) che è aperto a tutti ad un costo di 10 euro, di cui 5 saranno destinati all’associazione Jadar. (l.v.)
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