Banche senza soldi, rapine fallite «Era uno scherzo» e viene assolto
Con un cutter minacciò due impiegate che non avevano contanti, inscenò la burla e se ne andò Il pluripregiudicato D’Angelo assolto ieri dal gip Ghini, che accoglie la «desistenza volontaria»
SANT’ILARIO. Pregiudicato evade, entra in una filiale con un cutter per rapinarla ma viene assolto perché, una volta compreso che non c’erano soldi in cassa, se n’è andato pacificamente dicendo alle impiegate «era solo uno scherzo». Una vicenda giudiziaria che ha tenuto banco ieri in tribunale a Reggio, dove Giovanni D’Angelo, meglio noto alle cronache come Cyrano (per il naso pronunciato) è stato assolto dalla doppia accusa di tentata rapina ai danni di due banche di Sant’Ilario nel 2016. Una scorribanda tra le tante di D’Angelo, 43 anni, che aveva fatto irruzione alla Cassa di Risparmio prima e al Banco Emiliano poi, puntando contro le dipendenti il cutter e intimando loro di consegnare i soldi. Entrambe, però, gli hanno detto di non avere contante in cassa. Due tentate rapine per le quali il sostituto procuratore Claudio Santangelo aveva chiesto 4 anni e 6 mesi di carcere, oltre a 1.500 euro di multa. D’Angelo è stato invece assolto dall’accusa di doppia tentata rapina dal giudice Giovanni Ghini, che ha accolto la tesi difensiva dell’avvocato Domenico Noris Bucchi, il quale ha fatto passare la tesi della desistenza volontaria, accolta dal gip. Una delle due impiegate aveva riportato in un verbale il tentativo di rapina poi fallito da D’Angelo, che aveva suonato il campanello della filiale fuori dall’orario di sportello. Credendo che si trattasse di un normale cliente che aveva bisogno di aiuto, l’impiegata ha aperto la porta e D’Angelo si è avvicinato fino a un metro di distanza. Quando ha chiesto al presunto cliente cosa volesse, l’uomo ha estratto il cutter dicendo «questa è una rapina». «Gli ho risposto che la cassa è temporizzata e non avevo contanti. L’uomo mi ha risposto allora che era uno scherzo e che, al contrario, doveva fare un bonifico e che sarebbe andato in auto a prendere i documenti». Da lì non l’ha più visto.
Cinque minuti dopo D’Angelo ha ripetuto lo stesso identico copione, ricevendo la stessa identica risposta. «Da lì ha cambiato l’espressione del volto dicendo che era uno scherzo e che in realtà doveva fare un bonifico», ha raccontato l’impiegata. Anche da lì ha girato i tacchi con la scusa dei documenti senza farsi più rivedere.
Ieri, accompagnato dalla guardie carcerarie (perché detenuto per altro reato), si è visto assolvere dal reato principale, ma si è preso 4 mesi di arresto per il porto del cutter. Il suo curriculum è costellato di rapine, alcune delle quali ancora in attesa di esatta ricostruzione o di giudizio. Farmacie e banche sono gli obiettivi prediletti di Cyrano, quasi sempre con magri bottini. Sono vent’anni che le cronache lo vedono protagonista di queste scorribande, con assalti a ripetizione quando per lui si apre uno spiraglio dalla detenzione. Quando viene preso, rientra in cella pentito, ma poi ci ricasca. Nell’ultimo anno è stato al centro di indagini e processi per sette rapine che riguardano Reggio, Bologna, Modena e Piacenza. Una raffica compulsiva col cutter in mano che parte al novembre 2016, quando D’Angelo, originario di Montecchio, è fuggito dopo aver ottenuto un permesso lavorativo dal carcere di Reggio Emilia.
Enrico Lorenzo Tidona
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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