Don Cavalletti e rischio sismico il Pd va all’attacco del sindaco
CARPINETI. «Un’ala della casa di riposo di Poiago ha resistenza sismica zero? Il sindaco deve dire cosa vuol fare». Fa discutere la novità emersa sugli edifici del complesso della casa di riposo di...
CARPINETI. «Un’ala della casa di riposo di Poiago ha resistenza sismica zero? Il sindaco deve dire cosa vuol fare». Fa discutere la novità emersa sugli edifici del complesso della casa di riposo di Poiago di Carpineti.
A fine marzo, il sindaco Tiziano Borghi ha annunciato la scoperta di una relazione tecnica del 2013 in cui si afferma che un’intera ala è a resistenza sismica zero. E potrebbe quindi essere estremamente vulnerabile in caso di terremoti. Nel suo intervento Borghi aveva espresso sorpresa: il documento è stato trovato dalla direttrice della casa di riposo a fine febbraio, non è chiaro che fine avesse fatto in precedenza, dal 2013 ad oggi.
Il Pd di Carpineti, minoranza in consiglio comunale, e quello della montagna vanno all’attacco del primo cittadino sulla vicenda: «Il Pd di Carpineti è invece stupito della uscita di Borghi, che da più di un anno in tutte le sedi ha dichiarato la necessità di dover affrontare spese di oltre un milione di euro per l’adeguamento sismico dell’Asp Don Cavalletti senza però disporre di una valutazione dei costi di adeguamento», affermano il segretario comunale Dario Bottazzi e quello di zona Guido Tirelli. Il problema, ad oggi, sarebbe trovare le risorse necessarie per un intervento piuttosto massiccio. «Ma i fondi assegnati dalla Regione per miglioramento sismico della palestra delle scuole medie di Carpineti dimostrano che quando un’amministrazione individua problemi, porta progetti, stabilisce priorità i fondi si trovano», sostengono Tirelli e Bottazzi richiamando il finanziamento regionale da un milione e trecentomila euro assegnato a Carpineti per la palestra comunale.
Invece, «alla luce dei fatti per Borghi la sicurezza sismica del don Cavalletti non era prioritaria; è stato invece prioritario chiedere fondi per trasformare il fienile del don Cavalletti in appartamenti protetti». I due esponenti Pd richiamano anche i fondi ottenuti da Toano e Baiso all’interno del progetto Aree interne: in questo caso, in realtà, Carpineti ha partecipato alla gara ma non è stato inserito nella prima assegnazione di finanziamenti. Un’altra strada, per il Pd, sarebbe stata quella dell’uso delle azioni Iren, tema decisamente caldo in montagna: «L’amministrazione Borghi ha anche venduto circa 700 mila euro di azioni Iren, un patrimonio della comunità di Carpineti che sarebbe stato prezioso in caso di imprevisti futuri, o qualora ci si venisse a trovare in situazioni di emergenza. Non un euro di questi fondi è dedicato all’Asp Don Cavalletti», è l’accusa. E ora? Per Bottazzi e Tirelli, che richiamano anche il possibile percorso di privatizzazione dei servizi del Don Cavalletti, il sindaco «deve dire cosa intende fare nel ruolo di autorità comunale di sanità e sicurezza pubblica. Oppure dovremo immaginare che queste dichiarazioni siano un ennesimo tentativo di avvallare la scelta di privatizzare l’Asp». (adr.ar.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
