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L’azienda: «Siamo intenzionati a rilanciare»

L’azienda: «Siamo intenzionati a rilanciare»

«Le prossime settimane sono decisive per le attività propedeutiche all’avvio di un piano industriale»

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GUALTIERI . «Le prossime settimane saranno decisive per la finalizzazione delle attività propedeutiche all’avvio di un piano industriale che offra a Tecno lo slancio necessario per un nuovo capitolo della sua storia. La crescita di Tecno deve passare attraverso un piano industriale che permetta di sviluppare ulteriori prodotti innovativi e di industrializzare adeguatamente la gamma e il processo attuale. Esistono infatti mercati e canali dove attualmente Tecno ricopre un ruolo marginale, e dove sente di potersi espandere se adeguatamente rinforzata sul fronte del prodotto e del processo. La necessità di ricorrere a linee di credito a medio-lungo termine è quindi ora più che mai un’importante risorsa per permettere un ulteriore cambio di marcia, non solo per Tecno ma anche per tutto l’indotto».

Questa la strategia dello staff management della Tecno dopo l’incontro a Bologna delle settimane scorse. «Le istituzioni – si legge nella nota dell’azienda gualtierese – che sempre hanno appoggiato e sostenuto Tecno negli anni, si sono interessate attivamente alle necessità espresse in questo periodo dall’azienda. Molto positivo è stato l’incontro in Regione Emilia Romagna del 20 aprile scorso, durante il quale i funzionari hanno espresso nuovamente la volontà di supportare Tecno in queste fasi. Lo stesso si può dire dell’impegno del ministero dello Sviluppo economico, che già in passato era intervenuto in modo incisivo».

Dal 2011 Tecno è rinata a Gualtieri, mantenendo tutto l’organico e rilanciando lo storico e rinomato marchio “Tecnogas” a livello internazionale. Il rilancio di Tecno, spiega la direzione, si è basato, «e continua a basarsi», su tre rivoluzioni «molto impegnative». Innanzitutto, il prodotto sta gradualmente migrando da un segmento medio di mercato verso fasce più alte, fino ad arrivare al lusso. Basti pensare che oggi la cucina più costosa viene venduta a 10mila dollari.

Un altro cambiamento strategico consiste nell’allargare l’offerta storica, tipicamente basata sulle cucine a libera installazione, con una ricca gamma da elettrodomestici da incasso. «Si tratta di una sfida particolarmente impegnativa in quanto – spiega l’azienda – sebbene consenta di allargare gli orizzonti, fa uscire Tecno dalla nicchia dei fabbricanti emiliani di medie dimensioni e la cala nello scenario competitivo globale contro tutti i giganti del settore».

La terza rivoluzione sta comportando uno spostamento significativo del focus sul business a marchio. «Sebbene l’attività di terzista comporti ancora collaborazioni importanti con notissimi brand globali, Tecno ha voluto creare una separazione netta tra le due attività e rinforzare il marchio, sia con nuovi contenuti tecnici, che con un marketing incisivamente presente su scala internazionale».

Il fatturato a marchio è passato dal 25% al 65% dei volumi totali, e continua a crescere. L’azienda, riconosciuta per una gamma di elettrodomestici per la cottura di gamma alta e altissima, ha puntato tutto sul pregio e sulla differenziazione del prodotto, abbinando un marchio dalla identità coerente con i valori forti che si vogliono trasferire al cliente.

Tecno è anche entrata nel mercato nordamericano del lusso, con la collezione “Tecnogas superiore”; e si è distinta presto per i suoi prodotti che combinano una forte identità italiana con la robustezza alla quale gli americani non sanno rinunciare. A due anni dal lancio, la collezione “Superiore” è presente in 210 negozi negli Stati Uniti, e ha appena chiuso un promettente contratto di distribuzione anche per il Canada, lanciando per l’occasione la sua nuova linea “La Cucina”, indirizzata a un pubblico più giovane e attento alle tendenze. (m.p.)

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