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Presa a calci per rubarle cellulare e portafoglio, a Reggio Emilia è emergenza baby-gang

Ambra Prati
Presa a calci per rubarle cellulare e portafoglio, a Reggio Emilia è emergenza baby-gang

Ieri un nuovo episodio in via Pansa, sotto la nostra redazione. Subito chiamati i carabinieri. La vittima è Mara una studentessa. Contro di lei un branco composto da quattro coetanee

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REGGIO EMILIA . Buttata a terra, tirata per i capelli, presa a calci e infine rapinata del cellulare e del portafoglio da quattro coetanee. La vittima dell’ennesimo episodio di bullismo è una studentessa reggiana, Mara (nome di fantasia, ndr), che ieri verso le 13.30 stava camminando, zaino in spalla, nel parcheggio vicino alla farmacia di via Pansa. All’angolo del parcheggio, all’altezza delle scale che conducono verso i sotterranei, è nata una lite tra Chiara e quattro straniere che camminavano alle sue spalle.



A quanto pare, all’origine della discussione – ben presto degenerata – ci sarebbero questioni sentimentali legate al passato, come indicherebbero alcune frasi gridate durante la violenza lite: «Tu mi offendi, io sono vergine», «Sono due anni che ti devo tagliare la gola».

In particolare una delle quattro straniere, una ragazza di colore con i dreadlocks (le treccine) si è scagliata addosso a Mara facendola cadere: l’ha afferrata per i capelli, l’ha presa a calci e le ha svuotato una bottiglietta d’acqua addosso. Il tutto sotto lo sguardo attonito dei passanti e in particolare di un operaio, che restando a distanza ha provato a calmare le acque, ricevendo in risposta degli insulti.

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Un padre di passaggio ha cercato di contenere la responsabile dell’aggressione, che dopo aver arraffato alla vittima il cellulare e il portafoglio si è allontanata insieme alle amiche. Il branco al femminile si è subito diviso: tre ragazze si sono dirette verso la fermata del bus di piazza Papa Giovanni XXIII, la ragazza con le treccine, invece è andata verso il Parco del Popolo.

All’incrocio con viale Timavo, di fronte all’hotel Astoria, la prima preoccupazione di quest’ultima è stata quella di spruzzarsi un’abbondante dose di profumo. L’accaduto si è svolto proprio sotto le finestre della redazione della Gazzetta, con le urla che hanno attirato l’attenzione dei giornalisti affacciatisi per il trambusto. La redazione ha subìto chiamato il 112, richiedendo l’intervento delle forze dell’ordine.

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Dopo pochi minuti una gazzella dei carabinieri della stazione di Santa Croce è arrivata nel parcheggio, trovando Mara seduta per terra, sotto choc, con gli indumenti bagnati e una mano sulla testa per il dolore, mentre veniva consolata. I militari hanno raccolto la testimonianza della vittima, che ha riferito della rapina dello smartphone e del portafoglio.

«Quella che mi ha aggredito la conosco da un sacco di tempo. Sto bene, mi importa solo del cellulare», afferma Mara. I carabinieri hanno fatto salire la vittima sull’auto di servizio e hanno eseguito diversi giri di perlustrazione al Parco del Popolo alla ricerca della rapinatrice e delle sue complici, al momento svanite nel nulla.

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