Gazzetta di Reggio

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Si inventa i debiti ed estorce denaro

Si inventa i debiti ed estorce denaro

Denunciata dalla Squadra Mobile una reggiana di 48 anni In quattro anni è riuscita a spillare 20mila euro a un 30enne

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REGGIO EMILIA . È riuscita a spillare a un conoscente ben ventimila euro in quattro anni, inscenando un fantomatico debito con loschi figuri che la ricattavano e che minacciavano anche lui. In realtà si trattava di un castello di menzogne ben architettato, capace di tenere in scacco e intimorire un reggiano 30enne, impiegato, residente in centro: l’estorsione non esisteva, era un espediente per ricattare ed estorcere denaro all’uomo. Ora la Squadra Mobile ha denunciato a piede libero per il reato di estorsione una 48enne italiana, disoccupata, residente a Coviolo e con precedenti per ricettazione e introduzione di merce contraffatta.

Il 30enne era talmente soggiogato dalla donna che a chiedere aiuto non è stato lui, bensì un suo familiare. Pochi mesi fa si è presentato in via Dante un uomo che si è detto molto preoccupato per il fratello, da tempo costretto ad allungare somme di denaro ad una sua conoscente. La vittima è stata rintracciata dagli agenti ed è emersa così una storia al limite dell’incredibile: a detta del 30enne, il problema era sorto nel 2014, quando questa amica – così l’ha definita l’uomo, che ha negato una relazione sentimentale con la ricattatrice – si era rivolta a lui affermando di avere grossi debiti con persone poco raccomandabili, che la minacciavano.

La donna, per incutere timore al suo “pollo”, gli diceva che i suoi creditori sapevano che lui avrebbe provveduto ad estinguere il debito. Un debito quindi condiviso: se lei non avesse saldato, i malviventi si sarebbero rivolti a lui direttamente, pertanto insieme dovevano fronteggiare le continue richieste dei “loro debitori”. Il 30enne ha iniziato a pagare: piccoli importi ma quotidiani, che potevano andare dai 70-80 euro ai 200-250 euro. L’incubo, iniziato nel 2014, si è interrotto perché la donna per qualche mese non si è più fatta viva. Ma nel gennaio scorso è ricomparsa, con pretese di denaro sempre più pressanti e condite da minacce: la 48enne faceva continuo riferimento al fatto che gli aguzzini potevano far del male a lui e alla sua famiglia. L’indagine della Squadra Mobile ha permesso di appurare che era tutta una messinscena inventata dalla 48enne, che è riuscita, anche con psicologia oltre che con l’astuzia a farsi consegnare un notevole gruzzolo. Dal punto di vista legale, le consegne di denaro sono avvenute in contanti e non c’è la flagranza di reato, perciò la polizia ha dovuto limitarsi alla denuncia.

Ambra Prati

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