Gazzetta di Reggio

Reggio

Cinghiali, via al piano di abbattimento in collina e montagna

di Luca Tondelli

Ventasso, in Appennino previsti altri sette interventi Zambonini (Cia): «Ma risultati ancora insoddisfacenti»

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VENTASSO. «Ha preso il via l’attività di controllo del cinghiale nella nostra provincia, come ci è stato comunicato dal servizio Agricoltura e caccia della Regione in un incontro nella sede di Reggio».

È la Confederazione Italiana Agricoltura (Cia) a rendere conto dell’attività di controllo della popolazione del cinghiali nel territorio reggiano, per voce di Francesco Zambonini, responsabile Cia per l’attività venatoria. Nelle scorse settimane le associazioni di categoria agricole erano intervenute in più occasioni, chiedendo che anche nell’area protetta del Parco, l’Ente si facesse carico di ridurre il numero dei suidi. Ora, le prime informazioni che danno conto degli interventi. «Sono stati effettuati cinque interventi nel territorio dell’Atc3 Collina, con oltre 30 abbattimenti; 2 gli interventi nell’Atc4 Montagna, con risultati insoddisfacenti; in quest’area sono previsti complessivamente 7 interventi – spiega ancora Zambonini – poi si dovrà valutarne l’efficacia e prevedere eventuali azioni diverse: rotazione squadre dentro il distretto, squadre da territori extra provinciali, aggregazione di squadre presenti nei distretti».

Prosegue Zambonini: «Sono stati anche comunicati i dati relativi all’ultima stagione venatoria che hanno visto l’abbattimento di 1.130 capi in Atc4 e 520 in Atc3. Questo evidenzia che le battute di controllo soprattutto nel territorio montano possono e devono dare risultati più consistenti».

Resta la questione Parco nazionale. «È stato inoltre concordato con il Parco Nazionale, rappresentato dal presidente Fausto Giovanelli, il Piano di controllo per il territorio dell’ente, che sarà presentato al Ministero competente per l’approvazione e l’eventuale entrata in vigore dal prossimo settembre», specifica ancora il responsabile per l’attività venatoria dell’associazione. Che infine conclude: «Riteniamo di grande importanza questo Piano per tentare un controllo efficace di questo ungulato nel territorio montano, dove provoca danni all’agricoltura di grande rilievo ed accogliamo con favore l’iniziativa del Parco nazionale».

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