Credito Reggiano in rosso, al via la fusione con Banca Centro Emilia
Il credito cooperativo di Scandiano segna una lieve perdita per 890mila euro. La Cassa Centrale indica l’aggregazione con Ferrara: domenica test con i soci
SCANDIANO Una filo rosso segna l’ultimo rigo del Credito Cooperativo Reggiano, seconda bcc della provincia di Reggio, che per volere superiore dovrà fondersi con un ex concorrente. Si tratta di Banca Centro Emilia, bcc con sede a Ferrara e propaggini nella bassa bolognese e il modenese.
La perdita del Ccr è tutto sommato contenuta, 890mila euro, ma è comunque segnale di una sofferenza dovuta anche a coperture e che si riverbera sui conti. «Abbiamo aumentato però gli impieghi e la raccolta, così come la patrimonializzazione - afferma Carlo Maffei, presidente del Ccr - Abbiamo impieghi migliorati in qualità: su 350 milioni ben 336 milioni sono in bonis. Non solo: abbiamo ridotto il deteriorato da 27 milioni a 23 milioni, segnando un calo de 17% e senza l'aiuto di nessuno. Poi c’è il coverage, indice che è al 54%, superiore a quello indicato dalla Bce stessa. La perdita poi è a fronte di 3,5 milioni di accantonamenti e le gestioni industriali hanno reso 3 milioni».
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Pagine chiare e pagine scure a parte, resta il progetto straordinario, quello della fusione, che giunge dopo la fusione per incorporazione del reggiano Banco Emiliano con Emil Banca, dove i bolognesi sembrano farla da padrone. Ora tocca al Ccr, che a sua volta guarda fuori, a Banca Centro Emilia.
«Abbiamo fatto un ragionamento con Cassa Centrale, della quale facciamo parte, che ha studiato i territori e ha visto che il territorio nostro è fra i migliori. Per presidiare bisogna fare in modo si cresca di massa critica». I ferraresi, però, sono più grandi nei numeri, «una volta e mezza noi» conferma Maffei: «Ma diventeremo grandi insieme con 100 milioni di patrimonio aggregato, 1,2 miliardi di raccolta, 900 milioni di impieghi e 27 filiali. Un progetto industriale ambizioso senza sovrapposizione e con il quale chiederemo di aprire altre filiali».
I soci reggiani, visti i chiari di luna in altre partite, stanno scalpitando, e domenica 10 maggio alle 10 ci sarà modo di conoscere i dettagli della fusione durante l’assemblea del Ccr al palazzetto dello sport di via Teneggi a Scandiano. «Ci sarà pari dignità dopo la fusione, abbiamo condiviso subito il progetto» dice Maffei, che ha visto crescere la banca diretta da Pierluigi Ganapini. «Certo sarà una fusione per incorporazione e la porteremo in assemblea a settembre. Abbiamo 8mila soci a testa. Spostando le attività di audit e compliance alla Cassa Centrale, a noi resta la rete commerciale che bisogna irrobustire».
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