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Nuova norma, salta il processo alla Lega

di Tiziano Soresina
Nuova norma, salta il processo alla Lega

Rimborsopoli, non si procede più d’ufficio per i reati di appropriazione indebita. Vinci: «Io e Salvini non denunceremo»

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REGGIO EMILIA. Il decreto Orlando – del 10 aprile 2018 numero 36 – in pratica spazza via anni d’indagine e quasi un biennio d’udienze relativi alla Rimborsopoli leghista, cioè i soldi pagati dal partito dal 2009 al 2011 ai militanti ma – secondo l’accusa sostenuta dal pm Stefania Pigozzi – le cui giustificazioni mancano o sono incomplete.

NORMA CAMBIATA. Il processo si basa sull’accusa di appropriazione indebita aggravata, ma ora il decreto legislativo in vigore da pochi giorni richiede che il reato ipotizzato sia procedibile a querela di parte e non più d’ufficio come è avvenuto quando nel 2012 era scattata l’inchiesta.

A fronte di questa novità normativa, ieri il giudice Sarah Iusto ha notificato alla parte offesa – cioè alla Lega Nord – il verbale contenente quanto prevede il decreto Orlando. Una notifica che è stata inviata sia al deputato Gianluca Vinci (rappresentante legale della sede reggiana “Emilia” della Lega Nord), sia al leader leghista Matteo Salvini (rappresentante della Lega Nord “Federale” di Milano).

90 GIORNI DI TEMPO. Sempre il magistrato giudicante ha fissato tre mesi di tempo (il processo è stato rinviato al 27 settembre) affinché il Carroccio decida se presentare o meno querela.

Se la querela verrà fatta allora il processo andrà avanti, in caso negativo il procedimento si chiuderà con un “non doversi procedere per assenza di querela”. Una notifica – per legge – tecnicamente obbligatoria, ma la richiesta nel succo è platonica, come spiega alla Gazzetta il parlamentate Vinci (che è pure uno degli avvocati difensori coinvolti nel procedimento) che nel pomeriggio ha ricevuto a Reggio Emilia la notifica.

CASO CHIUSO. «Per la Lega Nord questi fatti contestati non sono mai accaduti – entra nel merito il deputato reggiano – del resto il partito non si è costituito parte civile e non ha certo intenzione di procedere ora presentando una querela. Salvini è sempre stato al corrente di questa vicenda, ritenuta totalmente inesistente perché era lo stesso partito che richiedeva quel tipo di ricevute. Non c’è stata nessuna sottrazione».

ITER GIUDIZIARIO SOFFERTO. Si può decisamente parlare di vicenda giudiziaria a dir poco sofferta: il totale della contestazione originaria ammontava a 250mila euro, per poi scendere a circa 70 mila euro, per non parlare delle persone indagate che in origine erano 48 poi divenute 25, di cui solo 19 approdate a processo che, a colpi di prescrizione, sono rimaste 15 in tempi recenti.

Oltretutto nel novembre scorso il procedimento era stato azzerato per la sostituzione del giudice (Sarah Iusto è subentrata alla collega Alessandra Cardarelli che è stata trasferita in tribunale a Bologna), ricominciando da capo.

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