Gazzetta di Reggio

Reggio

«Volevo aiutarli ma mi hanno insultato»

di Luciano Salsi
«Volevo aiutarli ma mi hanno insultato»

Il conducente dell’autobus di Seta ha deciso che non presenterà denuncia: «Ero preoccupato per le loro condizioni»

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REGGIO EMILIA . Il comportamento aggressivo e offensivo delle due persone andate in escandescenze mercoledì sera sopra e intorno a un autobus della linea 9 è testimoniato dall’autista, un 36enne in servizio da una decina d’anni stimato dall’azienda Seta come «un dipendente molto scrupoloso e apprezzato per il suo impegno». Era lui il conducente dell’autobus fermo a piazzale Marconi, dal quale una donna ha finto di essere investita senza accorgersi di essere ripresa in un video che ha fatto il giro del web e che ha smascherato il suo inganno.

«All’altezza di via Martiri di Cervarolo, alla fermata di Rosta Nuova – afferma il conducente nel verbale riferito all’azienda di trasporto – notavo una signora in stato d’agitazione e barcollante, apparentemente ubriaca, che si apprestava a salire sul bus. A causa delle sue condizioni mi preoccupavo, durante la salita a bordo, che non si facesse male anche perché impiegava molto tempo per salire sul bus. Chiedevo se stesse bene e la invitavo gentilmente, al solo fine di cautelarmi, a sedersi e a timbrare il titolo di viaggio. A quel punto la reazione della donna era violenta nei miei confronti, tant’è che proseguiva la corsa offendendomi fino alla fermata della stazione ferroviaria, dove scendeva. Una volta a terra cominciava a girare intorno al bus impedendomi di ripartire fino a che non simulava di essere stata investita buttandosi a terra nonostante il bus fosse ancora fermo. Assieme a lei si trovava un altro passeggero, presumibilmente un complice, che inveiva contro di me e tirava pugni al parabrezza. Intervenivano su mia richiesta il 119 e i carabinieri che effettuavano i rilievi del caso».

A bordo dell’autobus si trovava una ventina di passeggeri. Non è stato difficile, quindi, trovare i tre testimoni che comprovano la versione fornita dall’autista nel verbale consegnato alla direzione di Seta, secondo la prassi e il formulario da adottare in caso di incidente. Ma il contributo più importante alla ricostruzione dei fatti viene da uno dei tanti stranieri che sostano davanti alla stazione, che ha ripreso la scena con lo smartphone e ha consegnato la registrazione allo stesso autista. Ce ne sarebbe abbastanza per far scattare una denuncia per ingiurie e minacce.

Occorrerebbe, a tale scopo, la denuncia da parte della persona offesa, cioè dell’autista stesso, che tuttavia dimostra più compassione che risentimento nei confronti dei due balordi: «Non ho piacere – spiega – di rievocare l’episodio e non sporgerò nemmeno querela, in considerazione delle condizioni psicofisiche delle due persone coinvolte».

Quindi rimane soltanto la querela d’ufficio a carico della donna. La responsabile della messinscena rischia una condanna per simulazione di reato e interruzione di pubblico servizio, dal momento che l’investimento era finto e l’autista è stato costretto a tenere fermo il mezzo e a farne arrivare un altro per sostituirlo e proseguire la corsa. Seta dichiara che querelerà la donna per l’interruzione di pubblico servizio. Peraltro dopo quella recita molto maldestra di fronte alle decine di persone che si affollano davanti alla stazione le sarebbe impossibile dimostrare di essere stata investita e chiedere il risarcimento del presunto danno subito. Seta non aspetta altro per denunciare la tentata truffa ai danni dell’assicurazione, ma finora, com’era prevedibile, non ha ricevuto dalla donna alcuna comunicazione.

«Quand’anche si rivolgesse a un avvocato – argomenta l’azienda – troverebbe sicuramente qualcuno capace di dissuaderla». Le compagnie d'assicurazione sono, a tale proposito, molto agguerrite, sapendo di doversi difendere dai tanti malintenzionati che con molta maggiore astuzia sono capaci di simulare incidenti. Si tratta, infatti, di un malcostume particolarmente diffuso, che contribuisce a fare crescere i costi delle polizze assicurative ai livelli più elevati d'Europa.



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