«È un fatto grave ma su 400 ospiti solo sei indagati»
CORREGGIO. «In merito alle misure cautelari e alle indagini in corso nei confronti dei quattro richiedenti asilo ospitati nel nostro appartamento di Correggio (uno arrestato, tre indagati, mentre il...
CORREGGIO. «In merito alle misure cautelari e alle indagini in corso nei confronti dei quattro richiedenti asilo ospitati nel nostro appartamento di Correggio (uno arrestato, tre indagati, mentre il quinto è uscito dal progetto mesi fa) mi preme sottolineare la collaborazione attiva e consolidata della nostra cooperativa con le forze dell’ordine». Valerio Montanari, presidente cooperativa di solidarietà sociale L’Ovile (capo fila del raggruppamento temporaneo di imprese per l’accoglienza dei richiedenti asilo), interviene sulla vicenda di Correggio. «Senza voler in alcun modo sminuire la gravità dell’accaduto, è bene però ricordare che degli oltre 400 richiedenti asilo accolti dalla nostra cooperativa sul territorio reggiano, quelli interessati da procedimenti in corso, in quanto persone indagate, sono 6. Si tratta, dunque, di un numero intorno all’1%. Sarebbe auspicabile che non ce ne fosse nessuno, ma sarebbe allo stesso modo scorretto fare di tutta un’erba un fascio». L’arresto è avvenuto in «un appartamento in una palazzina di tre unità abitative, in un contesto residenziale. Quindi la recinzione è una normale rete da giardino. I vicini di casa, di prassi, hanno il nostro numero di telefono, per contattarci in qualunque evenienza. La peculiarità della nostra cooperativa di ospitare i richiedenti asilo in appartamenti, ciascuno gestito quotidianamente con il supporto di almeno due educatori, è pensata, insieme alla scuola d’italiano e ai tirocini lavorativi, per favorirne l’integrazione di queste persone nel nostro tessuto sociale. Queste situazioni comportano danni e benefici, in un rapporto, per ora, di 1 a 99. Il nostro impegno è anche quello di ridurre questa piccola percentuale allo zero. Ma la perfezione, è noto, non è di questo mondo».
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