Tutto quello che c’è da sapere sull’Arca russa
Con il nome di Ermitage viene definito l’insieme dei palazzi che a San Pietroburgo costituiscono il Museo di Stato. Il complesso di edifici che su un lato si affacciano sulla Neva fino alla...
Con il nome di Ermitage viene definito l’insieme dei palazzi che a San Pietroburgo costituiscono il Museo di Stato. Il complesso di edifici che su un lato si affacciano sulla Neva fino alla rivoluzione del 1917 sono stati la sede della corte imperiale. Il più imponente e conosciuto è il Palazzo d’Inverno.
3 MILIONI DI PEZZI
L’Ermitage conserva nelle sedi principali e nei depositi (attivi anche fuori la città di San Pietroburgo) circa 3 milioni di pezzi dei quali “soltanto” 60mila sono esposti permanentemente nei percorsi aperti al pubblico.
CATERINA LA GRANDE
La genesi e lo sviluppo delle collezioni sono paralleli all’evoluzione della potenza imperiale russa.
Le prime raccolte sistematiche risalgono al tempo della zarina Caterina e via via, con il tempo, esse si moltiplicarono con le acquisizioni e l’estensione della corte fra il Sette e l’Ottocento con questa sommaria scansione: il Palazzo d'Inverno (progettato dal fiorentino Bartolomeo Rastrelli), il Piccolo Ermitage, il Grande Ermitage, detto anche Vecchio Ermitage, il Nuovo Ermitage e il Teatro dell'Ermitage (progettato dal bergamasco Giacomo Quarenghi).
24 CHILOMETRI
Il percorso di tutte le esposizioni e su tutti i livelli ha un’estensione di circa 24 chilometri. E mirando a un ruolo di primo piano per la valorizzazione dell’arte contemporanea il museo dell’Ermitage sta sviluppandosi su altri 37mila metri quadrati.
OPERE MAGGIORI
L’elenco dei capolavori è smisurato. All’Ermitage sono conservate opere di Leonardo, Caravaggio, Canova, Cézanne, David, Degas, Paul Gauguin, Lippi, Matisse, Monet, Pablo Picasso, Renoir, Rembrandt, Rubens, Tiziano, Van Gogh, Jacob Van Ruisdael, Velázquez, Michelangelo, il Correggio, Giulio Romano, Giorgione, Raffaello, Lotto, Perugino, Pontormo, Rosso Fiorentino.
SEDI ESTERE
Da qualche anno il museo russo si è internazionalizzato ed ha aperto rappresentanze estere. Che sono a Londra, Amsterdam, Las Vegas, Kazan e Venezia.
Quest’ultima ha sede nelle Procuratie Vecchie ed è succeduta a quella di Ferrara: città emiliana scelta nel 2007 dopo uno stretto confronto fra le vicine Mantova e Verona. Le relazioni con l’Italia e i suoi centri culturali (anche minori) sono un punto fermo per il museo russo.
CHI È PIOTROVSKY
Nel 1990 è succeduto al padre Boris alla direzione del museo. Nato a Yerevan in Armenia nel 1944, Mikhail Piotrovsky è archeologo e arabista. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica ha promosso l’internazionalizzazione dell’Ermitage e l’apertura delle rappresentanze all’estero. Piotrovsky è considerato un uomo rilevante e molto ascoltato nell’ambito del patrimonio culturale e anche politico (ottime le relazioni con Vladimir Putin).
UNO SNODO
L’Ermitage per ciò che conserva ed espone, e per la sua storia, è ritenuto una città nella città, o meglio uno stato nello stato. Il museo è così importante da rappresentare un punto di riferimento nelle relazioni internazionali, uno snodo per le diplomazie (oltre gli scambi di opere d’arte), così da rappresentare un’evoluzione intellettuale della corte, una rappresentazione del patrimonio d’arte della Russia contemporanea.
Non per nulla nel 2002 il grande regista Aleksandr Sokurov girò nel museo e per il museo “L’Arca russa”.
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