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«Gavassa, commissione sul biogas»

«Gavassa, commissione sul biogas»

Interrogazione in Regione del M5s: «Serve una valutazione di impatto sanitario»

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REGGIO EMILIA . Valutazione di impatto sanitario «complessiva», eventuale suddivisione in futuro «in impianti di taglia inferiore su base provinciale» e «una commissione permanente per il controllo del corretto funzionamento dell’impianto», allargata agli enti locali e aperta alle organizzazioni dei cittadini attive nella tutela del territorio e della salute pubblica. Sono le tre proposte di Giulia Gibertoni, consigliera regionale M5s, contenute in un’interrogazione presentata alla giunta sulla procedura di Via dell’impianto Iren ambiente a Gavassa, per trasformare i rifiuti organici differenziati in biogas per autobus e in compost per l’agricoltura (dagli sfalci verdi). La struttura, annunciata nel 2016 per un costo di 54 milioni, dovrebbe sorgere sull’area di 120.000 metri quadrati tra Gavassa e San Martino in Rio, individuata una decina di anni fa come sito per il termovalorizzatore, poi del tmb. Come ricorda la pentastellata la frazione organica dei rifiuti solidi urbani arriverebbe per 30.000 tonnellate all’anno da Reggio, circa 35.000 da Parma, 15.000 da Piacenza e 25.000 da altri bacini. Gibertoni chiede alla giunta se non consideri opportune una serie di prescrizioni a carico di Iren, tra cui «la creazione di una rete pubblica di monitoraggio e controllo delle emissioni e degli odori» e un vincolo «che impegni il proponente a non ampliare, in futuro, le dimensioni già notevoli dell’impianto». Infine se non sia il caso di «concordare» con Iren ambiente «una quota significativa delle risorse finanziarie provenienti dagli utili di impresa derivanti dall'impianto, per investirla interamente in opere di mitigazione ambientale a tutela del territorio».

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