Reggio Emilia, il viaggio blindato del “De prospectiva” verso l'Ermitage
Misure di sicurezza e indennizzo milionario per il trasporto dell’antico codice da Reggio al Museo di San Pietroburgo
REGGIO EMILIA. Sarà un viaggio blindatissimo e dalle mille misure di sicurezza quello del “De prospectiva pingendi” di Piero della Francesca, il tesoro custodito alla Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia che sarà esposto al Museo Ermitage di San Pietroburgo. Qui, dal 15 al 17 novembre, si svolgerà la settima edizione del Forum culturale internazionale e l’esposizione del codice del XV secolo sarà la prima occasione per mettere in pratica il protocollo di collaborazione fra il Palazzo d’Inverno, l’amministrazione comunale e la Fondazione Palazzo Magnani. Quel protocollo che domani sarà firmato proprio a San Pietroburgo dal sindaco Luca Vecchi, dal presidente della Fondazione, Davide Zanichelli, e dal direttore-presidente del museo Mikhail Piotrovsky.
La trasferta russa del manoscritto, tuttavia, non sarà affatto un’impresa semplice. Soprattutto da un punto di vista organizzativo. Attualmente sulle modalità di gestione del viaggio di un così prezioso e delicato volume si sa poco o nulla, ma certamente verrà adottata la procedura standard utilizzata a livello internazionale in casi come questi. Sarà probabilmente lo stesso Ermitage, concluso l’accordo di collaborazione con Reggio, a prendere contatti con Giordano Gasparini, direttore della Panizzi, per iniziare a concordare le tempistiche e le modalità di trasporto. Trasporto i cui costi saranno a carico del contraente, ovvero il museo russo.
Sarà poi quasi certamente necessaria una valutazione economica del “De prospectiva” da parte di un ente terzo, fondamentale per determinare l’aspetto più importante del viaggio: la stipula di un’apposita assicurazione che dovrà prevedere risarcimenti ad hoc in casi di danneggiamenti anche di una sola porzione di pagina. A quel punto si potrà contattare una compagnia di trasporti internazionale specializzata in questo tipo di operazioni, che preleverà il codice dalla camera blindata della Panizzi per spostarlo, sotto stretta sorveglianza e rigidissime misure di sicurezza, fino a San Pietroburgo. Il trasferimento avverrà tramite aereo. Una volta giunto al Palazzo d’Inverno l’Ermitage dovrà garantire alla Panizzi che anche durante l’esposizione il volume sia conservato al riparo da eventuali furti o vandali.
Sotto una teca blindata, dotata di allarme e controllata dalle telecamere 24 ore su 24. Insomma, la pianificazione sarà lunga e complessa e durerà mesi, da maggio fino a novembre. L’antico codice conservato a Reggio è stato trascritto da un anonimo copista in italiano “volgare”, con annotazioni e disegni dello stesso Piero della Franscesca, e rappresenta una tappa importante nello sviluppo delle scienze e delle arti nel periodo rinascimentale. Del volume dalla fine del Quattrocento e per oltre due secoli si persero le tracce. Solo nel 1734 se ne ritrova traccia nel catalogo della biblioteca di proprietà del patrizio veronese Giulio Saibante. Da lì in poi diversi passaggi di mano, da una collezione privata all’altra, fino al primo ventennio del 1800 quando venne acquistato dal reggiano Giovanni Battista Venturi, poliedrico scienziato, ingegnere e diplomatico.
Nel 1921, dopo la dispersione della raccolta di Venturi, il codice fu inserito casualmente tra fascicoli di appunti e acquisito dalla Biblioteca municipale di Reggio. Fu l’allora direttore Bruno Fava, nel 1972, a capirne il valore. Così nel 1975 il volume venne restaurato e, nel 1996, esposto per la prima volta alla Panizzi.
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