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«Li vedevamo andare al lavoro, modi educati»

«Li vedevamo andare al lavoro, modi educati»

Dopo l’infuocata riunione di due anni fa, la situazione in via Lidice era tranquilla Oggi davanti al giudice il richiedente asilo accusato di cedere droga ai minori

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CORREGGIO. «Penso che la città di Correggio abbia dimostrato massima disponibilità in tema di accoglienza. Ma chi viene qui deve dimostrare onestà e non delinquere. Chi non rispetta la legge deve andarsene». Il sindaco Ilenia Malavasi non ha dubbi sul futuro dei cinque richiedenti asilo accusati di aver utilizzato come base operativa l’alloggio della cooperativa che li ospitava a Correggio per gestire lo spaccio di droga per gli studenti del paese.

VIA CHI DELINQUE. Il primo cittadino ribadisce che devono andarsene, in ossequio a una basilare principio di legalità. «Noi gestiamo le conseguenze dell’accoglienza, la cui gestione spetta ad altri. Ma lo facciamo con attenzione e disponibilità» sottolinea, confermando a breve anche la riapertura del tavolo sul disagio giovanile. «Questo perché oltre a chi spacciava ci sono anche i ragazzi dei nostri paesi e delle nostre scuole che quella droga la utilizzavano».

Agli arresti è finito un 20enne richiedente asilo ghanese mentre indagati sono altri 4 stranieri (un 42enne ghanese, un 20enne, un 26enne e un 24enne nigeriani, uno di loro già uscito dal progetto accoglienza da tempo) tutti accusati a vario titolo di spaccio a favore di almeno una quindicina di giovani studenti minorenni. Nella camera del 20enne sono stati sequestrati 2 etti circa di marjuana, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento.

LA PAROLA AL GIUDICE. I residenti di via Lidice - dove tutt’ora sono presenti l’arrestato ai domiciliari e gli altri indagati - sono rimasti sorpresi nel vedere venerdì lo spiegamento di carabinieri davanti alla casa dove hanno trovato in tutto ospitalità 8 profughi africani, richiedenti asilo. Questa mattina, Ibrahim Basha Al-Hassan - questo il nome del 20enne arrestato - comparirà davanti al giudice in tribunale a Reggio Emilia, per essere processato per direttissima.

Attualmente si trova quindi nell’abitazione di via Lidice, dove ieri mattina c’era anche l’educatore autorizzato dalla coop L’Ovile, capofila del raggruppamento temporaneo di imprese che si occupano dell’accoglienza dei richiedenti asilo. L’educatore si offre per discutere della vicenda insieme ad un moderatore culturale, ma solo quando verrà emessa l'eventuale sentenza nei confronti di Al-Hassan. Gli altri ospiti, anche loro da noi interpellati, dicono di non capire di cosa stiamo parlando.

LA POLEMICA. Per gli abitanti del quartiere di via Lidice, zona residenziale tranquilla situata a ridosso del parco della Memoria, la situazione sembrava essersi normalizzata dopo l’infuocata riunione in Comune a Correggio del 21 novembre 2016. In quella sede Libero Marmiroli, artigiano, che abita di fronte alla casa finita al centro delle polemiche, si era scagliato contro l'amministrazione comunale accusandola «di avere prima sistemato i profughi nella casa di via Lidice e poi di aver avvisato i residenti». Marmiroli se la prese pure con il parroco che difendeva il sindaco Malavasi, invitando i presenti ad avere sentimenti umani di accoglienza nei confronti di persone che scappavano dalla guerra. In prima linea c’era Andrea Nanetti, già consigliere comunale, che portò la polemica su Rete 4.

BASSO PROFILO. I profughi di via Lidice hanno sempre mantenuto un basso profilo, spiegano sul posto. Due di loro, ogni mattina partivano alle 7.15 in bicicletta per andare a lavorare in un’area di servizio. Li descrivono come persone di modi gentili.

Dietro a via Lidice c'è il parco della Memoria e un vialetto che passa proprio dietro l’alloggio dei richiedenti asilo: basta spostare due rami per vedere il retro della casa da cui probabilmente il 20enne accusato di spaccio, serviva la merce ai suoi “clienti”. Secondo quello che hanno ricostruito i carabinieri di Correggio, lo scambio avveniva dopo che un minorenne, inviato un sms “in codice”, si recava all’appuntamento e ritirava la droga dalla siepe. (m.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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