Incidenti sul lavoro, confronto sull’utilità della formazione
REGGIO EMILIA. La tragedia senza fine degli incidenti sul lavoro entra nelle aule universitarie. Per domani, dalle 8.30 all’ateneo in viale Allegri, è previsto infatti un convegno nel corso del...
REGGIO EMILIA. La tragedia senza fine degli incidenti sul lavoro entra nelle aule universitarie. Per domani, dalle 8.30 all’ateneo in viale Allegri, è previsto infatti un convegno nel corso del quale verranno presentati i risultati di una ricerca del Dipartimento di Educazione e Scienze Umane di Unimore, in convenzione con il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl reggiana, incentrata sulla valutazione dell’efficacia delle azioni formative nell’ambito dell’industria metalmeccanica. «Abbiamo avuto la conferma – anticipa il relatore Mauro Grossi direttore di Sanità Pubblica – che fra le cause che determinano molti infortuni c’è spesso la scarsa informazione sulla prevenzione. È pertanto nostro compito valutare l’efficacia reale dell’attività formativa che le aziende erogano al proprio personale per promuovere comportamenti virtuosi. Ci chiediamo se questa azione sia davvero utile o diventi solo un mero adempimento burocratico che non produce i risultati sperati». Lo psicologo del lavoro dell’università reggiano-modenese, Federico Ricci, illustrerà quindi i metodi di analisi adottati ed i risultati raccolti: «La ricerca ha coinvolto 187 lavoratori tramite un questionario somministrato da settembre 2017 ad aprile 2018 ed ora abbiamo gli elementi per indicare quella che è la formazione da evitare perché, sebbene sia un obbligo, non induce comportamenti sicuri». Contributi concreti saranno offerti anche dai rappresentanti di alcune aziende (Emak, Moss, Smeg) oltre che dal presidente del corso di laurea in Scienze e tecniche psicologiche di Unimore, Sandro Rubichi e dalla dottoressa Lia Gallinari dell’Ausl reggiana. (l.v.)
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