«La Benassi candidata? Una faccia tosta»
Brescello, l’attacco di Bianchini alla candidata sindaca: «Da presidentessa, ha gestito la fondazione in modo vergognoso»
BRESCELLO. Appena ufficializzate le 5 liste che parteciperanno alle elezioni a Brescello, arriva un pesante attacco di Claudio Bianchini, uno dei candidati di punta della lista “L’alternativa”, che candida come sindaco Michele Salomoni, contro il gruppo “Brescello che vogliamo”, che presenta come capolista Elena Benassi.
«Il Comune e la fondazione “Paese di Don Camillo e Peppone” commissariati per mafia dopo essere finiti su tutti i giornali italiani a causa delle dichiarazioni dell’ex sindaco Marcello Coffrini – scrive Bianchini –. Una splendida zona sportiva abbandonata all’incuria e il circolo tennis incapace anche di far fronte al pagamento dei ratei del mutuo contratto per allargare l’area dei campi, con il municipio che paga; il sistema di videosorveglianza pubblico non funzionante; le strade ridotte a un colabrodo; il commercio che langue nonostante il richiamo internazionale dei personaggi guareschiani. Così ho ritrovato il mio paese dopo diverso tempo trascorso all’estero per motivi professionali. Se in una qualunque azienda fossero state commesse le cose avvenute a Brescello, i manager sarebbero stati messi alla porta all’istante. Invece Elena Benassi si è candidata a sindaco. Ma è la stessa persona che come presidentessa ha gestito in modo vergognoso la fondazione».
«I commissari – dice Bianchini – hanno scritto che non è stato mai presentato un bilancio di previsione e addirittura non è mai stato nominato un revisore dei conti che pur era previsto dallo statuto approvato nel lontano 2009. L’uso dei voucher per remunerare il personale era abnorme e la gestione economica quantomeno opaca. Era stata nominata su quella poltrona negli anni di Marcello Coffrini, che poi ha difeso, ed è stata allontana dalla fondazione dai commissari, che hanno anche dovuto procedere a introdurre un sistema trasparente per conteggiare e versare in banca gli incassi dei biglietti del museo. E adesso la Benassi ha la faccia tosta di aspirare ad amministrare un Comune. E con lei si presentano i 2 del Pd che hanno appoggiato a spada tratta Marcello Coffrini per mesi dopo lo scoppio dello scandalo (Marco Conti e Susanna Dall’Aglio). Cosa è stato del mio paese? I cittadini hanno paura anche di lamentarsi: quando mi fermano nei locali pubblici per parlarmi, mi portano in strada prima di aprire bocca; in strada, prima di descrivere ciò che non va, si guardano intorno per paura di essere sentiti. Una situazione di disagio, timore e scoraggiamento indegna. Rimbocchiamoci le maniche per far rinascere la nostra Brescello».
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