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La moschea infiamma il clima elettorale

La moschea infiamma il clima elettorale

L’attacco della Lega: «Nessuna informazione». Il sindaco: «È un’associazione culturale, stiamo facendo controlli»

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SAN POLO. Prima i dubbi di chi abita nella zona e le conseguenti richieste di spiegazione al Comune; poi la segnalazione della Lega, che corre alle elezioni amministrative del prossimo 10 giugno con Fratelli d’Italia e il candidato sindaco Carlo Bronzoni. «Dopo il caso che sta tenendo banco nel distretto ceramico sulla possibile realizzazione di una cittadella islamica in cui i cittadini si sono già fermamente opposti – dice il responsabile sicurezza e immigrazione del Carroccio, Matteo Melato – ora rischia di esplodere un altro caso anche a San Polo: dopo il tamtam di voci in paese che ponevano il dubbio della nascita di un centro islamico in una struttura in cui ha messo le basi un’associazione culturale, ora arrivano le prime conferme, con una preoccupazione crescente da parte di tutta la comunità sampolese».

Melato allega un paio di immagini; altre ci arrivano dai lettori. Nelle foto si vedono cartelli fatti a mano con indicazioni di parcheggio accanto ai locali di via De Gasperi 43, e una frase in arabo che si traduce “khas lil-masjid”, “riservato alla moschea”. Dice Bronzoni: «In previsione dell’imminente Ramadan, riteniamo opportuno chiedere un’assemblea perché vengano fornite ai cittadini maggiori informazioni. Come a Veggia, quello che preoccupa è la carenza di comunicazione. Da anni la Lega è impegnata a contrastare un’integrazione fuori controllo a tutela di tutti».

La risposta del sindaco Mirca Carletti: «Si tratta dell’associazione Speranza e Pace, che ci ha chiesto di spostare qui una sua sede, da Canossa. Abbiamo valutato questa richiesta come valutiamo ogni altra, secondo la normativa vigente. Il nostro ufficio tecnico ha valutato la situazione e ci ha segnalato che, secondo loro, non c’era la dotazione di parcheggi sufficiente a svolgere un’attività pubblica, visto che hanno chiesto di insediarsi in ambito residenziale».

«Comunicato questo – aggiunge il sindaco – tramite il loro legale, ci hanno fatto pervenire lo statuto di questa associazione, dove si legge chiaramente che si tratta di una associazione di promozione culturale e non di un luogo di culto. Le finalità sono di “solidarietà sociale, di formazione e promozione culturale a favore degli associati”, dove vengono fatti esempi: sostentamento economico, psicologico, interventi di cura delle persone bisognose e in stato di indigenza, assistenza educativa a giovani nella fase adolescenziale, assistenza psicologica alle vittime di bullismo o alle donne vittime di violenza domestica. Questo – chiarisce la Carletti – ci fa pensare che quanto teme la Lega non emerge. I controlli vengono fatti, la normativa è uguale per tutti. Abbiamo chiesto l’elenco delle iniziative che intendono fare e le loro previsioni di presenze, gli orari di utilizzo: gli spazi non sono grandi, non può diventare un riferimento per la Val d’Enza. Questo per fare valutazioni della conformità alle norme di sicurezza, oltre che da un punto di vista urbanistico. E credo che sarà opportuno fare a breve un incontro anche pubblico per spiegare alla gente». Ma conclude: «I populisti non sarebbe la prima volta che fanno promesse che non riescono a mantenere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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