Gazzetta di Reggio

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Benassi: «Attacco volgare e grossolano»

di Andrea Vaccari
Benassi: «Attacco volgare e grossolano»

La candidata sindaca di “Brescello che vogliamo” replica a Bianchini: «Gestione della fondazione più che trasparente»

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BRESCELLO. Non si è fatta attendere la risposta di Elena Benassi, candidata sindaca per la lista “Brescello che vogliamo”. Dopo gli attacchi arrivati da Claudio Bianchini, candidato consigliere per “L’alternativa-Avanti tutti insieme”, l’ex presidente della fondazione “Paese di Don Camillo e Peppone”, replica punto su punto. «Non era davvero nelle mie intenzioni – scrive in una nota – né appartiene al mio stile, politico ed umano, cedere a polemiche così volgari e grossolane come quella pretestuosamente alimentata da un consigliere della lista avversaria. Ma il rispetto della verità è doveroso, oltre che per me stessa, per i cittadini – attacca Benassi –. Sono stata in carica come presidente della fondazione dal febbraio 2015 al giugno 2016. In quei 16 mesi ho focalizzato la mia attività nel sistemare le criticità ereditate dalle gestioni precedenti e potenziare l’offerta turistica, raggiungendo ottimi risultati in termini di presenze sia rispetto al passato (1.158 visitatori in più rispetto al 2014, ndr), sia rispetto alla gestione attuale (1.981 visitatori in più nel primo semestre 2016 rispetto a quello 2017, ndr). Nel corso del mio mandato ho adeguato orari e remunerazioni del personale con quanto previsto dalla normativa, provveduto alla formazione in materia di sicurezza sul lavoro, ristrutturato i locali di piazza Mingori, potenziato il sistema di pulizie, attivato collaborazioni con enti del turismo italiani e stranieri, rivisto il sistema di tariffazione dei biglietti, potenziato i nuovi canali di comunicazione, garantito i contributi alle attività consolidate dell’associazionismo locale, organizzato in media una mostra al mese».

Benassi passa poi a difendere le scelte operate nel corso del mandato: «Parte di questa attività ha comportato da un lato dei maggiori costi una tantum, prevalentemente riferibili all’esercizio 2015, ma dall’altro ha generato i maggiori ricavi dell’esercizio 2016. L’uso dei voucher è sempre stato all’interno delle soglie previste dalla normativa di legge e utilizzato solo nei casi di lavoro occasionale accessorio. Il bilancio di previsione, dal momento che sono stata sollevata dall’incarico nel primo semestre 2016, non c’è stato il tempo materiale per approvarlo: a titolo di esempio, nel 2017 è stato approvato dall’attuale cda il 17 luglio. La gestione di cassa, che il candidato consigliere definisce “non trasparente”, è solo nei suoi pensieri. Gli incassi, le sponsorizzazioni, i contributi sono infatti sempre stati tutti versati sul conto corrente della fondazione e registrati in contabilità, le ricevute regolarmente emesse. Nel corso della mia gestione non ci sono mai stati problemi di cassa». Per finire, una stoccata all’avversario politico. «Chiarita quindi la verità – conclude la Benassi – credo che chi ambisca ad avere un ruolo politico debba prima di tutto essere una persona leale, saper ponderare le parole, evitare la superficialità e non ricorrere all’utilizzo della macchina del fango per avere un minimo di visibilità. Mi stupisce che una lista che al punto 2 del suo codice etico indica che eviterà di “cercare consensi e voti con la diffamazione dei candidati di altre liste”, pubblichi comunicati ome quello nei confronti della sottoscritta. Auspico ad un futuro in cui si possa tornare a toni più pacati, focalizzandosi sui programmi elettorali ed evitando di alimentare falsità».

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