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GayNews plaude al vescovo Camisasca

di Chiara Cabassa
GayNews plaude al vescovo Camisasca

Grida allo scandalo il Gruppo di preghiera 20 Maggio: «Sarà lui a presiedere la veglia anti-omofobia a Regina Pacis» 

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REGGIO EMILIA. «Reggio-Emilia si rivela la Diocesi più Gay-Friendly d’Italia, uno scandalo appoggiato dal Pastore Maximo che, peraltro, si adegua alla locandina arcobaleno già modificata per il grande evento». Si avvicina il 20 maggio, giorno nel quale si terrà a Regina Pacis la veglia anti-omofobia voluta da don Paolo Cugini e, contemporaneamente, la veglia di riparazione organizzata davanti al Vescovado dal Gruppo 20 Maggio. In tutto questo, la novità è che sarà il vescovo a presiedere la veglia a Regina Pacis.

La polemica , ora, pare davvero inarrestabile.

«Dopo le fomentate polemiche sulla veglia anti-omofobia prevista per il 20 maggio nella parrocchia di Regina Pacis – scrive in una nota il Gruppo di preghiera 20 Maggio gridando allo scandalo – il vescovo Massimo Camisasca non attraverso la Diocesi o l’ufficio stampa diocesano, ma attraverso il sito di GayNews, evidentemente nuovo canale informativo del Monsignore, ha annunciato che sarà lui stesso a presiedere la veglia omoeretica». «Il Gruppo di preghiera 20 maggio grida “vergogna” – si conclude la nota – e invita tutti i fedeli a partecipare alla Veglia di riparazione».

«Un gesto fortemente significativo – si legge su GayNews, quotidiano d’informazione fondato e diretto dal 1998 da Franco Grillini – arriva da Reggio Emilia, dove il 20 maggio si terrà presso la parrocchia di Regina Pacis la seconda edizione della veglia di preghiera per il superamento dell’omofobia, della transfobia e ogni forma di intolleranza voluta da don Paolo Cugini. Veglia che, fortemente osteggiata nel 2017 dallo stesso vescovo locale Massimo Camisasca e con toni di corale protesta da gruppi di cattolici tradizionalisti, è stata nelle scorse settimane nuovamente al centro di polemiche infuocate e attacchi reiterati da parte del neonato Gruppo di preghiera-riparazione 20 Maggio».

«Tanto più che quest’anno – continua l’articolo – l’iniziativa, agli occhi dei contestatori nostalgici d’un cattolicesimo piano, sarebbe aggravata da un “orientamento interreligioso-pancristiano” dovuto alla partecipazione della pastora battista Lidia Maggi. Ma a finire questa volta nel mirino del presidente Alessandro Corsini e dei suoi sodali lo stesso ciellino Camisasca per aver preso parte, il 16 aprile, a un incontro col Gruppo Cristiani Lgbt presso la parrocchia Regina Pacis. I toni hanno raggiunto un tale parossismo da indurre alcuni quotidiani cattolici conservatori a rilanciare per l’occasione i concetti di omosessualismo e omoeresia e spingere taluni a un’operazione di mailbombing nei riguardi di Camisasca perché vietasse “l’indegna veglia”. Ma gli effetti sono stati esattamente contrari a quelli sperati. Tanto più che il forzare la mano all’autorità episcopale suona ancor più inaccettabile se di quella autorità ci si va proclamando difensori menzionando Tridentino, Sillabo e Catechismo di San Pio X. Non solo il vescovo Camisasca non ha annullato la veglia del 20 maggio ma ha ufficialmente comunicato che a presiederla sarà proprio lui».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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