Ora la polizia si chiama con “Youpol”
La App è entrata in funzione ieri, permetterà anche ai giovanissimi di segnalare aggressioni o spaccio di droga
REGGIO EMILIA. Bullismo: è entrata in funzione ieri, in contemporanea in tutta Italia, “Youpol”, la nuova applicazione per segnalare in tempo reale, oltre allo spaccio di droga, i bulli in azione.
Un fronte sempre più “caldo”, visto che nella nostra città gli episodi di soprusi tra minorenni, che sconfinano nella microcriminalità e che impegnano la questura in complesse indagini, sono sempre più numerosi: proprio ieri si è conclusa con una denuncia a carico di due quindicenni un’aggressione ai danni di un controllore Seta, mentre gli approfondimenti sulla “banda” di magrebini alla caserma Zucchi stanno dando i primi frutti. La App “Youpol”, già attiva in via sperimentale dall’anno scorso in quattro città (Milano, Roma, Napoli e Catania), e da inizio gennaio nei capoluoghi di regione, dopo i risultati positivi del progetto pilota ha ricevuto il semaforo verde del Ministero dell’Interno, che da ieri l’ha estesa a ogni provincia. Sul fronte prevenzione si tratta, spiega il dirigente della Squadra Volanti Carlo Maria Basile, «di una App pensata per i più giovani e che utilizza uno strumento a loro familiare: spesso il bullismo ha le sue premesse in liti nate sui social network. L’idea è anche di vincere le resistenze o le insicurezze dei giovanissimi, che magari non se la sentono di telefonare al 113, che ora può essere allertato in forma anonima», cioè senza nome e cognome, fermo restando che il numero di cellulare viene registrato. L’applicazione ha il vantaggio di «geolocalizzare subito il luogo dove si verifica l’emergenza e dimezzare i tempi di intervento». Ovviamente la vittima deve avere il tempo di poter digitare il messaggio di aiuto (si possono mandare anche foto, mentre la piattaforma non consente di allegare video), particolare non scontato in aggressioni il cui obiettivo principale è impossessarsi dello smartphone. Da notare inoltre che la App è pensata per due soli reati: bullismo e droga, mentre non sono contemplati furti o rapine. Il dottor Basile sottolinea che «la segnalazione tramite Youpol è equiparata ad una richiesta al 113: rimane registrata nel database della centrale operativa». Perciò attenzione agli abusi. «Youpol non è un gioco. La questura spera che il richiedente si registri (così sarà più facile rintracciarlo in caso di necessità) e soprattutto raccomanda un uso corretto della App. Chi afferma il falso può essere accusato di simulazione di reato o, se la Volante interviene, perfino di interruzione di pubblico servizio».
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