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«Qui affittavano locali per il Ramadan»

«Qui affittavano locali per il Ramadan»

Il sindaco di Canossa: «Associazione attiva da tempo, mai avuto problemi». Carletti: «Controlli dei vigili per quei cartelli»

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SAN POLO. «È una associazione presente da tempo sul nostro territorio, ma senza avere una sua sede. Ogni anno, però, ci chiedevano un locale nel periodo del Ramadan. Lo abbiamo sempre concesso e hanno sempre pagato. Non ci sono mai stati problemi di alcun tipo».

Il sindaco di Canossa, Luca Bolondi, spiega così della presenza sul suo territorio dell’associazione islamica “Speranza e pace”. La stessa associazione che ha acquistato in via De Gasperi a San Polo un locale e dove è intenzionata ad aprire un centro culturale islamico che sta animando la campagna elettorale.

«Qui in passato abbiamo messo a disposizione una tensostruttura della zona del centro sportivo o un locale condiviso con altri al Bosco dell’impero, al parco Ricci – prosegue il primo cittadino canusino –. Li abbiamo concessi, come credo sia giusto, in quanto locali pubblici e secondo quanto stabilito dal nostro regolamento, come facciamo con tutte le associazioni».

Ma ora che la stessa associazione ha deciso di prendere una sede sua, il dibattito si accende. Ad animarlo è la Lega e anche la contestualità con quanto sta accadendo a Veggia dove il progetto di un centro culturale islamico dimensioni decisamente più grandi sta da mesi al centro del dibattito. «Qualcosa non torna a San Polo – torna a dichiarare Matteo Melato del Carroccio –. Gli amministratori locali smentiscono di aver dato autorizzazione alla creazione della moschea, e il promotore di questa associazione culturale non smentisce che dentro a quella struttura si possa anche pregare. Non si possono prendere in giro i cittadini. Se l’associazione non ha ottenuto l'autorizzazione, perché mettere un cartello con l'indicazione di una moschea, attirando numerose persone?». E il candidato sindaco, Carlo Bronzoni: «In previsione dell’imminente festività del Ramadan, ritengo sia più che “opportuno” l’incontro pubblico chiesto dalla Lega per chiarire cosa realmente sia il centro islamico di via De Gasperi 43. Non è populismo, ma semplice trasparenza, sollecitare una spiegazione per i sampolesi. Sono necessari ulteriori controlli e approfondimenti».

Intanto il sindaco di San Polo, Mirca Carletti, annuncia: «Ho mandato i vigili a controllare perché quel cartello di cui è stata pubblica la fotografia sembrava abusivo, ma non c’era più».

Poi chiarisce: «Adesso non c’è attività, ma semmai solo persone che si stanno organizzando, perché non può esserci: l’iter autorizzativo non è finito. Abbiamo chiesto tramite Pec che ci inviino programma delle iniziative, previsioni di afflusso e orari, e stiamo attendendo: aspettiamo per valutare ed eventualmente dare l’assenso. Noi avevamo sollevato la criticità dei parcheggi, ma ho saputo che, dopo aver acquistato l’immobile, hanno affittato un piccolo terreno adiacente per utilizzarlo come parcheggio. Si stanno attrezzando. Controlleremo anche la situazione all’interno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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