Abusi sessuali, nuovo arresto per il prof
Castelnovo: si aggrava la posizione del 65enne accusato di violenze sulle studentesse anche nell’area delle scuole superiori
CASTELNOVO MONTI. Si aggrava la posizione dell’insegnante 65enne di un istituto superiore della montagna, accusato di violenza sessuale nei confronti delle sue allieve. Il giudice per le indagini preliminare, Luca Ramponi, su richiesta del sostituto procuratore Stefania Pigozzi che coordina le indagini dei carabinieri, ha emesso una nuova ordinanza di arresto nei confronti dell’uomo.
Gli accertamenti hanno infatti ribadito che gli episodi sotto accusa sono avvenuti in un luogo ritenuto di pertinenza dell’istituto scolastico: ovvero, quel maneggio in cui venivano svolte lezioni di equitazione extracurricolari, ma comunque patrocinate dalla scuola frequentata dalle vittime.
La naturale conseguenza per l’indagato è stata quella di vedersi contestare l’aggravante specifica di aver commesso le violenze sessuali anche nelle pertinenze dell’istituto scolastico. Alla luce di questo, il pm Pigozzi, condividendo l’esito degli accertamenti richiesti ai carabinieri, ha quindi ottenuto dal gip del tribunale di Reggio Emilia una nuova ordinanza restrittiva di custodia cautelare che nel primo pomeriggio di martedì e che è stata eseguita dai carabinieri: l’insegnate che già si trovava ai domiciliari dalla prima ordinanza emessa nei suoi confronti, resta dunque ristretto a disposizione dell’autorità giudiziaria.
In virtù della nuova ordinanza emessa a suo carico, nei prossimi dieci giorni sarà fissato l’interrogatorio di garanzia. «Valuteremo, all’esito dell’esame del materiale raccolto che ha portato a questa nuova contestazione, che atteggiamento tenere in sede di interrogatorio di garanzia» commenta l’avvocato difensore dell’insegnate, Domencio Noris Bucchi. Nel primo interrogatorio fissato dopo il primo arresto, l’uomo aveva scelto la facoltà di non rispondere. La vicenda portata alla luce dalla indagini, aveva provocato non poco sgomento nella montagna reggiana e non solo. All’insegnante vengono contestati gravi episodi di violenza sessuale ai danni di allieve, che il docente seguiva anche in attività extra scolastiche. Sarebbe stato questo, secondo le indagini, il contestato in cui si sarebbe consumato l’episodio di violenza sessuale più aberrante: qui l’uomo, con uno stratagemma, avrebbe condotto un’alunna minore di 14 anni in una casetta di legno dove, dopo averle legato polsi e caviglie, l’avrebbe costretta a un rapporto sessuale. Ma non sarebbe stato il solo episodi di cui si sarebbe macchiato l’insegnate. Le indagini parlano anche di molteplici invii di messaggi dal contenuto erotico e che l’uomo dedicava alle allieve.
Ci sarebbero poi stati anche veri e propri appostamenti, architettati anche all’interno della scuola da parte dell’uomo, che nemmeno in quel contesto avrebbe perso occasione per dar sfogo alle sue perversioni: cercava di baciare le allieve, di mettere le mani addosso alle ragazze, di toccare loro le parti intime.
A causa di questo, l’alunna vittima delle sue attenzioni sarebbe caduta in un costante stato d’ansia, tanto da farle vivere l’esperienza scolastica con terrore e a spingerla a una serie di iniziative come ad esempio evitare di andare in bagno durante le lezioni, se non con delle compagne, per evitare di incontrare a scuola l’uomo. A mettere fine a tutto questo, è arrivata la prima ordinanza di arresto. Ora, questa seconda che fa aggravare ulteriormente il quadro accusatorio nei suoi confronti. Rischia qualcosa come 12 anni di carcere per i reati a lui contestati sino a ora. (el.pe)
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