Gazzetta di Reggio

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Ex Reggiane, entrano in azione le ruspe

di Leonardo Grilli
Ex Reggiane, entrano in azione le ruspe

Al via lunedì la bonifica igienico-sanitaria dei capannoni abbandonati. Al lavoro bobcat, gru e quattro operai specializzati

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REGGIO EMILIA. Quattro giorni. Tanto manca perché nella zona delle ex Officine Reggiane avvolta da degrado e immondizia inizi l’operazione di bonifica annunciata circa un mese fa dal Comune. Una pulizia su vasta scala che riguarderà una notevole porzione dell’area non soggetta ai lavori milionari di costruzione del Tecnopolo. Aree “verdi”, palazzine e capannoni che negli anni si sono riempiti di rifiuti di ogni tipo. Dalle carcasse di biciclette rubate ai materassi, da vestiti e calcinacci fino ad arrivare a lastre di amianto e lana di roccia, molto pericolosi per la salute dei senza fissa dimora che si sono stabiliti negli edifici diroccati.

Delle gloriose attività industriali del ’900 ormai non resta nulla e gli scheletri vuoti delle Reggiane sono diventati il rifugio e il riparo per una moltitudine di persone. Senzatetto, disoccupati che non si possono permettere un affitto, tossicodipendenti, spacciatori. Tutti loro – o almeno quelli che hanno dialogato col Comune e con le associazioni attive in quella zona – sono stati avvisati per tempo di quanto accadrà lunedì. E anche ieri mattina l’assessore Daniele Marchi, assieme a don Daniele Simonazzi e altri volontari, li ha incontrati dentro le Reggiane.

La bonifica verrà effettuata da quattro operatori Iren specializzati che utilizzeranno due bobcat, un escavatore, un autocarro e tre camion scarrabili da 18 metri cubi di capacità l’uno. L’area interessata dalle pulizie riguarderà edifici che complessivamente occupano una superficie di circa 8 ettari, ai quali si devono sommare le aree verdi che circondano questi fabbricati. La prima operazione servirà a garantire la sicurezza dei quattro lavoratori. La zona delle Officine infatti è disseminata di tombini aperti molto profondi, buche, scale pericolanti, finestre e varchi alti diversi metri senza nessuna balaustra, voragini. Vere e proprie trappole a cielo aperto, che negli anni scorsi hanno ad esempio impedito alle forze dell’ordine di eseguire blitz notturni visto l’elevato rischio di caderci dentro.

Tutti questi ostacoli saranno in primo luogo sanati, tappando i tombini e i buchi o installando dei parapetti. Contemporaneamente verrà sparsa della polvere disinfettante sopra agli accumuli di rifiuti, per ridurre al minimo il rischio di eventuali malattie o contagi. Quindi partiranno le ruspe all’interno dei capannoni che si affacciano su viale del Partigiano. Il più grande dei quali, quello che confina con i binari della stazione ferroviaria, misura da solo la metà di tutta la superficie che sarà sanata. Qui, durante i sopralluoghi effettuati nelle settimane scorse, i tecnici hanno individuato dei depositi abusivi di ondulati di amianto che ora saranno rimossi.

I quattro operai entreranno poi all’interno delle palazzine dell’ex direzione, quelle che si vedono passando per via Agosti. La bonifica verrà effettuata piano per piano, stanza per stanza, eliminando anche un deposito di lana di roccia anch’esso materiale pericoloso per la salute e classificato come rifiuto speciale.

Durante i lavori sarà necessario anche l’intervento di una gru per rimuovere una notevole quantità di immondizia che, lanciata negli anni dalle finestre, si è accumulata sopra una tettoia irraggiungibile con delle scale.

Tutto il materiale che verrà eliminato dalle Reggiane sarà di volta in volta caricato e portato via grazie ai tre camion scarrabili uno dei quali – alla conclusione dei lavori prevista per la prima settimana di giugno – verrà lasciato dentro la zona bonificata.

Una sorta di gigantesco cassonetto a cielo aperto che per circa una settimana servirà come deposito di rifiuti per i senzatetto che abitano le ex Officine. Un modo – nelle intenzioni del Comune – per responsabilizzarli e valutarne un reinserimento nella società.

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