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Bini boccia le gare Iren al ribasso

Bini boccia le gare Iren al ribasso

Castelnovo Monti, nuove critiche del sindaco sulla conduzione della multiutility

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CASTELNOVO MONTI. Ha riacceso il dibattito sulla multi utility Iren e sul rapporto tra questa, il territorio e gli Enti locali la nota di Confcooperative delle scorse ore, in cui si sottolineava l’attenuarsi progressivo di questo rapporto.

Una nota che ha dato occasione anche al sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini di tornare sul tema, vista anche la decisione approvata nell’ultimo Consiglio comunale di far uscire il principale Comune appenninico dai patti parasociali dopo la scadenza del maggio 2019. «Ho trovato diversi elementi di interesse nella nota Confcooperative – afferma Bini – che rimarca tra l'altro posizioni che nel recente passato mi era già capitato di esprimere pubblicamente. Ad esempio sulla metodologia delle gare di appalto per i servizi, che era stata il motivo principale per il quale nel 2016 mi ero dimesso dalla Commissione legalità della multi utility. Al di là di alcuni appalti discutibili che erano stati assegnati prima delle mie dimissioni, il criterio che criticavo allora e ancora oggi, e che purtroppo non riguarda soltanto Iren, è quello del massimo ribasso, che come anche Confcooperative nota, è foriero di una situazione in cui non esiste più tutela per quegli aspetti di governo, sviluppo, infrastruttura e inclusione socio lavorativa locale che un tempo contraddistinguevano questa realtà territoriale».

Bini sostiene poi che sia giunto il tempo di considerare Iren non più come una realtà espressione del territorio: «Il fatto che oggi ci sia una carenza di dibattito attorno a questi aspetti è legato, a mio parere, ad una semplice presa d'atto di un quadro profondamente mutato. Negli anni, ciò che Iren è divenuta ha seguito un percorso per stare al passo con il mercato globalizzato. Se questa sia stata una scelta giusta o meno, o se vi fossero opportunità diverse rispetto alle decisioni intraprese, è un dibattito che purtroppo non ha più influenza. Perché è facile constatare che questo percorso non prevede la possibilità di un ritorno al passato. I territori e i Comuni sono quindi chiamati a relazionarsi con Iren per ciò che è diventata, appunto un operatore le cui scelte strategiche sono in capo ai manager, e ai pochi grandi Comuni capoluogo, Reggio Emilia, Torino, Genova, Parma, che comunque non potranno seguire altra linea se non quella delle performance economiche, visto che politicamente sono amministrati in modo assai differente uno dall'altro. Il legame con il territorio, e con i comuni medio – piccoli in particolare, è ormai improntato a un normale rapporto tra fornitore di servizi e cliente che li richiede». Conclude il sindaco: «Condivido anche le riflessioni di Confcooperative sulla necessità di rivedere il sistema integrato della gestione ambientale e dei rifiuti, e i costi che essa oggi richiede ai cittadini, anche questo un tema che abbiamo avanzato da tempo e in più occasioni. Da parte mia, anche dopo la scelta di uscire dai patti parasociali, c'è la piena disponibilità a discutere di questi temi con la multi utility, con la quale anzi in queste settimane c'è stato un dialogo costruttivo».

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