Gazzetta di Reggio

Reggio

Cancellate feste e sagre dell’estate in montagna

Cancellate feste e sagre dell’estate in montagna

Sicurezza, troppo onerosi gli adeguamenti. Già annullati festa dello scarpazzone triathlon del boscaiolo e sagra del cicciolo. A rischio anche tante iniziative minori

3 MINUTI DI LETTURA





CASTELNOVO MONTI. Settimane di paure, di telefonate, di riunioni. E, purtroppo, di probabili rinunce. L’estate 2018 della montagna reggiana rischia di ritrovarsi decisamente più povera per quanto riguarda sagre, iniziative e proposte culturali, quando solitamente sono proprio i mesi caldi quelli in cui l’Appennino esplode di eventi. Il fresco, la gastronomia, la vicinanza alla città e il ritorno a casa di tante persone originarie della zona, dove spesso mantengono ancora abitazioni, contribuiscono ad animare il territorio.

Questo 2018 potrebbe essere più misero. Il motivo? La forte stretta sui regolamenti e sui requisiti richiesti per organizzare eventi all’aperto, una serie di richieste e di parametri molto severi introdotti con diversi provvedimenti nel 2017. In generale, provvedimenti nati dagli episodi di terrorismo degli ultimi anni che hanno mostrato le vulnerabilità delle grandi iniziative in caso di attentati e gesti folli.

Per quanto riguarda l’Italia, la molla sono stati gli incidenti avvenuti in piazza a Torino nel giugno 2017, quando oltre 30mila persone si sono ritrovate a guardare la finale di Champions League con la Juventus: allarmi fasulli e ondate di panico hanno portato alla morte di una donna e a più di 1.500 feriti. Da allora sono entrati in vigore diversi provvedimenti, e l’estate 2018 è il primo vero test sul campo. Le “vittime” sono già numerose: la festa dello scarpazzone montanaro di luglio è già stata annullata, così come il Triathlon del Boscaiolo, sempre a Carpineti, e la festa del cicciolo di Viano, mentre la Tavola di Bisanzio, a Baiso, è stata confermata solo grazie a enormi sforzi da parte di volontari e amministratori, che hanno promosso una raccolta fondi con cui raccogliere le risorse economiche necessarie per far fronte alle novità.

Discorso simile per la sagra di primavera di Felina, rimasta in bilico sino a pochi giorni fa. Fino a qui si è parlato di iniziative consolidate, con strutture organizzative forti. Adesso la palla sta passando alle tante piccole realtà che praticamente in ogni frazione appenninica propongono iniziative nei mesi caldi. Società sportive, associazioni, gruppi informali di cittadini, Pro loco: tante realtà diverse, unite dal lavoro collettivo che ora rischia di interrompersi. Le attività all’aria aperta, per essere a norma, devono fornire elevatissime garanzie di sicurezza fra uscite di emergenza, illuminazione, presenza di personale qualificato, arredi e attrezzi adeguati. Uno sforzo impossibile da reggere sia economicamente che dal punto di vista dell’impegno umano e burocratico, soprattutto per feste a ingresso gratuito, pensate prima di tutto come momento condiviso. Enti e associazioni più solide e robuste stanno cercando di adeguarsi, seppure a fatica, ma per i “piccoli” l’impresa è complicata.

Queste sono le settimane in cui solitamente si inizia a lavorare per imbastire i programmi, e nelle varie riunioni sono emerse perplessità, timori di non farcela e, in molti casi, la consapevolezza di dover mollare la presa. Gli sforzi per alleggerire la presa per ora non hanno dato grandi frutti. Le riunioni provinciali coordinate dalla prefettura non hanno portato sostanziali novità, mentre si attendono novità dall’impegno assicurato in questo senso dalla Regione, intenzionata a farsi portavoce del tema nella conferenza Stato-Regioni.

Adriano Arati

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google