È sciopero ad oltranza per i dipendenti Pamm di Roteglia
Castellarano, fallito il tentativo di riconciliazione tra azienda e sindacati per evitare il trasferimento delle maestranze in un altro capannone
CASTELLARANO. Sciopero ad oltranza per gli undici dipendenti diretti, oltre a due interinali, della Pamm di Roteglia, l’azienda che produce imballaggi per macchine e impianti industriali. È l’esito dell’incontro tra la proprietà (presenti Mauro Mondioli, il fondatore, e la figlia Katiuscia, amministratore delegato) con i rappresentanti sindacali Si Cobas, avvenuto giovedì 17 maggio, nello studio di consulenza dell’azienda a Sassuolo. Dopo un confronto durato oltre due ore, lo stallo è totale: nessuna delle proposte del sindacato avanzate per ricomporre un contenzioso che dura ormai da tempo è stata accettata. «Volevamo una riconciliazione – afferma Enrico Semprini, rappresentante Si Cobas – ma ci siamo trovati di fronte a un muro. L’azienda procederà comunque con lo spostamento degli operai in un capannone attiguo a quello attuale. E noi crediamo sia un manovra per un taglio consistente delle maestranze nel medio periodo».
Situazione complessa, dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro, quella dell’azienda che per la produzione si avvale, per la maggior parte, di lavoratori che dipendono da cooperative nelle quali, negli anni, sono confluite molte delle ex maestranze Pamm. «Gli undici dipendenti diretti, tutti iscritti al sindacato – prosegue Semprini – si sono rifiutati di passare alle coop, e da quel momento sono iniziati i problemi». Accuse nette ai dipendenti anche da parte dell’azienda: troppi giorni di malattia, produttività in calo, rischio di crisi aziendale. «E se la pratica di crisi viene aperta – prosegue il sindacalista – i dipendenti Pamm saranno a rischio licenziamento, visto che non sono nemmeno coperti dall’articolo 18, essendo in meno di 15».
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Dunque, un “no” netto al trasferimento degli operai, al quale l’azienda ha risposto con un stop altrettanto deciso alla proposta di un pacchetto di esodi volontari con il riassorbimento, nel ciclo produttivo normale, degli operai che volessero restare a lavoro. La corsa contro il tempo è iniziata: Si Cobas chiederà l’intervento dell’Ispettorato del lavoro. «Vogliamo organizzare nel minor tempo possibile un confronto in una sede terza, in questo caso l’Ispettorato del lavoro – spiega Semprimi – per tentare un’ultima mediazione. Poi si vedrà cosa fare».
Intanto, sabato 19 maggio, dipendenti Pamm e sindacalisti si vedranno nuovamente. «Decideremo – conclude Semprini – come proseguire lo stato di agitazione».
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