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Famiglie arcobaleno Taglio del nastro alla mostra Lgbt

Famiglie arcobaleno Taglio del nastro alla mostra Lgbt

REGGIO EMILIA . “Famiglie”, la mostra inaugurata ieri alla Polveriera, promossa dalla rete Re.a.dy in collaborazione con Comune e Arcigay Gioconda, vuole puntare l’attenzione sul concetto di famiglie...

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REGGIO EMILIA . “Famiglie”, la mostra inaugurata ieri alla Polveriera, promossa dalla rete Re.a.dy in collaborazione con Comune e Arcigay Gioconda, vuole puntare l’attenzione sul concetto di famiglie arcobaleno. «Il Comune aderisce dal 2013 alla rete Re.a.dy – afferma l’assessore Natalia Maramotti – e l’anno scorso nell’assemblea nazionale si era deciso di scegliere l’argomento delle famiglie arcobaleno per dare conto del pluralismo che fa parte di questa rete. È un argomento che non era stato affrontato nel 2016 dalla legge Cirinnà, che ha sì permesso di compiere un importante passo avanti sul tema del principio di uguaglianza introducendo le unioni civili, senza però prendere in considerazione le famiglie arcobaleno legate al concetto dei figli».

La città di Reggio è una punta di diamante per ciò che riguarda inclusione e lotta all’omofobia. L’anno scorso è stato infatti sottoscritto il protocollo d’intesa tra Comune e varie istituzioni del territorio, che si sono impegnate ad agire per evitare che nei propri contesti si realizzino discriminazioni nei confronti di persone Lgbti. A livello nazionale però la strada da fare è ancora tanta: «L’Istat ci dice che oggi c’è ancora un 30% di persone che ritiene l’omosessualità una patologia, nonostante la prima Giornata internazionale contro l’omofobia abbia avuto luogo il 17 maggio 2004, a 14 anni dalla decisione del 17 maggio 1990 di rimuovere l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali nella classificazione pubblicata dall’Organizzazione mondiale della sanità – sottolinea la psicologa e psicoterapeuta, Margherita Graglia – L’Ilga, associazione internazionale per la tutela e i diritti delle persone Lgbt ha pubblicato una mappa, come fa annualmente, in cui misura l’inclusività dei Paesi europei. L’Italia ha avuto un punteggio di 23 che la avvicina agli stati dell’Est Europa. Stati come la Francia hanno avuto un punteggio di 73. Questo ci dice che in Italia c’è ancora tanto da fare». (a.mun.)

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