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Reggio Emilia e ultra destra, striscione omofobo davanti alla chiesa di Regina Pacis

di Chiara Cabassa
Reggio Emilia e ultra destra, striscione omofobo davanti alla chiesa di Regina Pacis

Nella notte è stato affisso e firmato da Forza Nuova contro la veglia di domenica. Il Comitato 20 Maggio: «Ora c’è la Diocesi contro, è una situazione delicata»

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REGGIO EMILIA. Alla vigilia della veglia anti-omofobia a Regina Pacis e alla contemporanea preghiera di riparazione organizzata dal Gruppo 20 Maggio davanti al Vescovado, tra raccolte di firme, note di solidarietà e lettere inferocite, si aggiunge uno striscione.

Quello affisso nella notte tra giovedì e ieri sulla cancellata della chiesa di Regina Pacis dove si legge “Lgbt contro natura! Stop all’omofollia”, firmato Forza Nuova: ed è così che l’estrema destra mette il cappello politico ad una partita fino ad ora giocata tutta all’interno del mondo cattolico.

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«Il vescovo – afferma Mattia Piras, coordinatore emiliano di Forza Nuova – si è letteralmente gettato fra le braccia delle organizzazioni omosessualiste, non ascoltando ed anzi emarginando i cattolici che si erano rivolti a lui supplicando l’annullamento dell’evento. Una pagliacciata che altro non è se non una strumentalizzazione messa in atto per far breccia in una parte di Chiesa sempre più lontana da quella immaginata da Pietro».

Immediata la reazione del presidente di Arcigay Reggio Emilia, Alberto Nicolini: «Quando i fascisti escono dal buio, per modo di dire visto che come al solito appendono i loro messaggi di notte come i ladri, vuol dire che si sentono legittimati da qualcuno. E questo qualcuno sappiamo tutti chi è: sono coloro che sbraitano contro una legittima veglia.

Rispetto a questo gesto noi di Arcigay abbiamo solo due cose da dire. La prima è che ci auguriamo che alla veglia domenica sera vengano letti i dati sui crimini a sfondo omotransfobico, raccolti da Amnesty international. La seconda è questa: fate pena. Fate pena con le vostre piccole vite fatte di odio e rancore e paura. Ci avete appena convinto a combattere ancora più convintamente per la legge regionale contro l’omotransnegatività. O credevate di farci paura?».

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A tutto questo come reagisce il Gruppo di preghiera 20 Maggio? Dopo avere scritto una lettera intitolata “Il Re è nudo e le damigelle accorrono a vestirlo” in risposta al comunicato di solidarietà e sostegno al vescovo firmato da parroci e vicari, elenca sette considerazioni per fare il punto della situazione. Ma scioglie ben pochi interrogativi.

A partire dal sacerdote che presiederà domani sera la preghiera di riparazione. «Per la sua personale tutela – ci spiega il portavoce del Gruppo 20 Maggio, Cristiano Lugli – abbiamo deciso di non rivelare la sua identità così da non rischiare nemmeno che possa saltare la sua presenza. Quest’anno la situazione è molto più delicata rispetto all’anno scorso, quando il vescovo aveva dato un colpo al cerchio e un colpo alla botte non schierandosi. Quest’anno lo ha fatto, è chiaro che per un sacerdote non è facile mettersi contro.

Anche se personalità di grande prestigio si sono schierati contro il vescovo Camisasca, dal cardinale Gerhard Müller a monsignor Antonio Livi, professore emerito di Filosofia della conoscenza nell’Università Lateranense di Roma, che ci ha dato il suo sostegno». Ma in quanti parteciperanno alla preghiera di riparazione? Anche questa domanda resta senza risposta.

«Il fatto che la preghiera si terrà domenica sera, e non sabato come successe l’anno scorso con il Comitato della Beata Giovanna Scopelli, non favorisce la partecipazione. Così come il fatto che il vescovo si sia schierato potrebbe spaventare qualcuno... Ma potremmo essere 30 come 200, non cambia nulla».
 

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