Senza luce da quattro giorni per un disguido al call center Hera Comm
Quattro Castella: una residente chiede lo stop del contratto dal 21 maggio perché trasloca, ma la telefonista sbaglia e nella pratica di chiusura del contratto non mette la data
QUATTRO CASTELLA. Fulminei a tagliare la luce, lenti e riallacciarla. E così una residente di Quattro Castella sarà costretta a cenare a lume di candela , a non poter utilizzare l’acqua calda, a raccogliere il rivolo che esce dal frigo che si scongela, probabilmente fino alla data del trasloco, lunedì prossimo. Questa è una storia nella quale il mancato pagamento delle bollette della luce (contratto con Hera Comm) non c’entra nulla. Anzi, Daniela Debbia, 52 anni, dipendente Conad, residente a Puianello in via Taddei 29 assieme alla mamma 78enne, è in regola e non ha fatture pendenti. C’entra, invece, con quel tanto di superficialità di alcuni operatori dei call center che, anche senza volerlo, talvolta rendono la vita un campo a ostacoli.
«Sono senza luce dalle 22 di martedì scorso – racconta Daniela – e sono proprio stufa. Tra le altre cose, mia madre ha anche paura». La signora, la mattina di martedì, si è rivolta al call center di Hera Comm comunicando che, causa trasloco, da lunedì 21 maggio desiderava chiudere il contratto per la fornitura elettrica. Da lunedì , però. «Ho utilizzato un servizio che l’operatore fornisce agli utenti – prosegue Daniela Debbia – ovvero poter chiudere i contratti anche per telefono. Una signorina, peraltro gentilissima, mi ha risposto che la cosa era fattibile, ha preso tutti i dati, o almeno così speravo, e la cosa è finita lì».
Fino alle 22 della stessa giornata quando, improvvisamente, la luce nell’appartamento di via Taddei è andata via. Buio pesto. «Per fortuna io e mia madre – continua Daniela – avevamo già cenato, e nei giorni successivi abbiamo consumato gli avanzi. Poi siamo passati ai piatti freddi, e così stiamo facendo tutt’ora». Il giorno dopo, nuova telefonata a Hera Comm. Questa volta il colloquio si è svolto con u n operatore. «Ho spiegato la situazione – dice la donna – lui ha controllato la pratica ed è venuto fuori che la telefonista, il giorno prima, si era dimenticata di segnare la data della chiusura del contratto».
E così l’interruzione è stata anticipata di cinque giorni. Non pochi. «Ho già fatto le pratiche per un nuovo contratto di fornitura – aggiunge Daniela – ma l’operatore mi ha spiegato che per riavere la luce occorrono almeno quattro giorni. Mi anche detto che devo portare pazienza. La scorta di candele, però, ormai sta finendo».
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