«Troppo caro il trasporto su un’auto della Croce Verde»
VENTASSO. Una segnalazione più che altro per chiedere chiarimenti è quella inoltrata alla Gazzetta di Reggio da una persona residente in territorio di Ventasso, e nello specifico a Cervarezza, che...
VENTASSO. Una segnalazione più che altro per chiedere chiarimenti è quella inoltrata alla Gazzetta di Reggio da una persona residente in territorio di Ventasso, e nello specifico a Cervarezza, che si è trovato nella necessità di richiedere un trasporto ordinario in ambulanza. «Ho chiamato la Croce Verde di Villa Minozzo – ha spiegato l’uomo alla Gazzetta – per farmi portare all'ospedale di Reggio, perché dovevo essere sottoposto a un intervento all'addome. Mi hanno portato in auto: per 128 chilometri mi hanno chiesto 115 euro. Mi aspettavo di meno; credevo che non avessero scopo di lucro. Mi sembra una cifra esagerata».
In realtà la cifra non si discosta molto da quanto le pubbliche assistenze richiedono normalmente per questo tipo di trasporti ordinari: se infatti i servizi di emergenza-urgenza non hanno alcuna ricaduta su chi si trova ad averne necessità, per quelli ordinari viene richiesto un contributo che, di fatto, consente a queste realtà, fondamentali per garantire la sicurezza del territorio, di poter operare, aggiornare il parco mezzi, gestire spese per le sedi e le varie utenze, eccetera. Per un trasporto ordinario in ambulanza, ad esempio, il costo è di 1 euro-1 euro e 10 al chilometro. Deve essere sempre considerata l’andata e il ritorno, e sul mezzo viaggia personale in grado di intervenire anche in caso vi sia un precipitare delle condizioni del trasportato. I trasporti in auto hanno cifre leggermente inferiori, ma non di molto. Ci sono poi agevolazioni che le varie pubbliche assistenze possono proporre ai cittadini: la Croce Verde di Castelnovo, ad esempio, ai residenti nel Comune capoluogo dell’Appennino offrono uno sconto del 50% sul normale costo chilometrico che viene chiesto ai residenti fuori Comune. Anche nel caso in questione la Croce Verde di Villa ha operato fuori dal proprio contesto abituale, che comprende, oltre al territorio villaminozzese, parte di Ligonchio e la frazione castelnovese di Gatta.
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