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«Andava sempre in giro Era stato un campione»

«Andava sempre in giro Era stato un campione»

BAGNOLO. Lo strazio è incontenibile, tra gli abbracci degli amici, accorsi sull’argine del canale di Pieve Rossa appena avuta la notizia. Ma non si sottrae alle domande Paolo Gandolfi, figlio di...

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BAGNOLO. Lo strazio è incontenibile, tra gli abbracci degli amici, accorsi sull’argine del canale di Pieve Rossa appena avuta la notizia. Ma non si sottrae alle domande Paolo Gandolfi, figlio di Umberto, il pensionato trovato morto nelle acque del canale di Pieve Rossa: «Non so cosa sia successo. Credo sia caduto. Anche se finora non era mai successo nulla. Faceva sempre questo tratto in bicicletta. Anche se aveva un arto artificiale, lui andava sempre. Era un ex campione di ciclismo...».

Dietro alle lenti scure le lacrime scendono incontenibili, ma la voce resta chiara e gentile. «Se è mai caduto? Sarà capitato una volta in piazza, per l’acciottolato sconnesso – risponde, quasi sorridendo, Gandolfi –. Aveva perso la gamba sinistra 15 anni fa. Perché fumava troppo. Non era diabetico. Qualche anno prima, circa 19 anni fa, era morta mia mamma. Fu un duro colpo per lui. Ma, dopo un periodo davvero nero, si era ripreso tanto e, ancora adesso, continuava a usare la bicicletta. Curava sempre il suo orto senza difficoltà».

Il figlio dell’84enne parla di un uomo, il padre, ancora forte e pieno di energia e voglia di stare con gli amici. Quelli che abitavano vicini alla sua casa, in via Provinciale Nord, li andava a trovare sempre, percorrendo in bicicletta l’argine erboso del canale.

Un prato basso e curato, che non era l’unico a percorrere, perché si presta a belle passeggiate, a pochi passi dalla provinciale, accanto alla quale scorre il canale, e che è ancora percorsa da un intenso traffico, nonostante la recente variante costruita parallela ad essa, ma più a ovest.

Un posto che l’anziano conosceva come le sue tasche, avendo sempre abitato nella casa di via Provinciale Nord.

Nonostante l’handicap, aveva percorso senza alcun incidente migliaia di volte, a piedi o in bicicletta, quel tratto dell’argine e ne conosceva ogni centimetro. Questo non può fare escludere, però, che Gandolfi possa avere accusato un malore, a pochi centimetri dal letto del canale, e possa, per questo, essere caduto dentro l’acqua alta, dalla quale anche una persona giovane e dotata riuscirebbe a uscire con molte difficoltà.

Difficile sapere cosa sia accaduto in quei tragici momenti. Nessuno dei vicini di Gandolfi si è accorto di nulla. Nessun grido o richiesta di aiuto.

Umberto Gandolfi era molto conosciuto e stimato in paese, ma non solo. Lo conoscevano in molti nel settore del ciclismo, e tra le vecchie guardie, per i suoi trascorsi agonistici. Da giovane era stato serramentista per alcune ditte del paese, tra le quali la Fratelli Fornaciari. Poi era passato alla cooperativa muratori di Bagnolo. «Come saldatore – spiega orgoglioso il figlio Paolo – ha fatto lui quasi tutti gli acquedotti di Bagnolo».(m.f.)

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