«Anticipare il futuro per non rincorrerlo»
Così Giorgio Arfaras al convegno di Unindustria aperto da Mauro Severi sul futuro dell’economia
REGGIO EMILIA. Dove sta andando l’economia? È quanto ha cercato di prefigurare il convegno svolto nella sede reggiana di Unindustria con la presentazione del 22esimo Rapporto annuale del Centro di ricerca Luigi Einaudi edito da Guerini e Associati con il sostegno di Ubi Banca e l’appoggio di Moccagatta associati.
Analista centrale dello studio Mario Deaglio con il contributo di alcuni esperti fra i quali Giorgio Arfaras, relatore dell’incontro che ha richiamato in via Toschi un centinaio di persone fra imprenditori ed esponenti del mondo del credito.
Il presidente di Unindustria, Mauro Severi, nel salutare i convenuti, ha ricordato le dinamiche e le trasformazioni in atto che scuotono i mercati. Fattori determinanti per un sistema industriale come quello reggiano che esporta quasi il 60% della produzione ed è quindi vincolato da un lato ai mutamenti globali e dall’altro alle dinamiche interne.
«Lo stallo politico degli ultimi mesi – ha annotato Severi – rischia poi di far perdere all’Italia quanto di buono è stato fatto per avviare la ripresa. Il nuovo Governo dovrà avere un mandato politico chiaro. Abbiamo in questo momento bisogno di iniezioni di realtà e verità e di offrire all’Europa contenuti e idee per crescere. A Reggio Emilia vige il concetto di fare impresa in modo corretto e responsabile ma lo scenario richiama alla cautela nella consapevolezza dei profondi mutamenti in atto. Molte nostre aziende – ha concluso – stanno diventando sempre più “intelligenti”, imprese e credito dovranno sviluppare nuovi servizi ora inimmaginabili per “ascoltare il cliente” e capirne le esigenze in una fase di trasformazione densa di novità e di sfide».
Da parte sua Cristian Berselli, direttore regionale di Ubi Banca, ha condiviso l’attenzione ai mutamenti in atto (basti pensare all’evoluzione dei sistemi di pagamento di merci e servizi) che ha spinto l’istituto di credito a sostenere l’indagine del Centro Einaudi. Ha riconosciuto infine alla nostra provincia una centralità padana che ha indotto Ubi Banca all’incontro nella nostra città.
Il relatore principale, Giorgio Arfaras, ha svolto infine la parte più sostanziosa dell’incontro soffermandosi in particolare su tre grandi aree: le mutazioni strutturali del lavoro e del capitale introdotte dalla globalizzazione; la situazione dell’Europa e dell’Italia in particolare; la prospettiva sostenibile per un percorso di consolidamento della crescita.
«Occorre anticipare il futuro – ha detto in conclusione del convegno Giorgio Arfaras – innanzitutto per non doverlo poi rincorrere perché se è vero che la recessione è poco probabile ma certi segnali non vanno assolutamente ignorati. Troppi i freni: l’evasione fiscale, la corruzione, l’eccesso di burocrazia, la lentezza della giustizia, il crollo demografico, il divario Nord-Sud e poi le difficoltà di convivere con l’euro. Terremoti politici e bancari possono creare non poco disorientamento». Ed ha concluso con un appello che richiama direttagmente il titolo stesso della ricerca, ovvero “Un futuro da costruire bene”. (l.v.)
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