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Celiachia, esperti a confronto sul futuro delle cure

di Miriam Figliuolo
Celiachia, esperti a confronto sul futuro delle cure

Il direttore di Pediatria del Santa Maria Nuova, Amarri: «Le diagnosi aumentate del 18% in due anni»

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REGGIO EMILIA. Al Centro Malaguzzi si è svolto anche il convegno medico “Orizzonte aperto in celiachia”, che ha offerto crediti formativi agli operatori e ha aperto le porte al pubblico, intorno alle 12.30, quando uno dei massimi esperti di celiachia, Alessio Fasano (Massachusetts general hospital, Gastroenterologia e nutrizione pediatrica, Harvard Medical School di Boston, Ma Usa) ha dato lettura della relazione “Novità in tema di alternative alla dieta aglutinata”. Fasano è anche autore del libro in distribuzione durante la giornata. A lui il pubblico ha potuto rivolgere domande anche alle 16 nell’incontro “Senza glutine. La celiachia non si cura, si gestisce”. Tra i relatori della mattina c’è stata anche Anna Sapone (Beth Israel Medical Center, Harvard Medical School, Boston USA).

Responsabile scientifico del convegno, insieme al professor Umberto Volta dell’Università di Bologna e membro del board european society for the study of coeliac disease (ESsCD), e del board scientifico dell’Aic, è stato il direttore di Pediatria dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, Sergio Amarri, che alle 11.30 ha parlato di “Aspetti nutrizionali della dieta senza glutine”.

La diagnosi di celiachia non lascia margine alla speranza. Eppure il convegno parla di “Orizzonte aperto”. Perchè?

«Aperto a tutti gli approcci – risponde Amarri – Nel convegno abbiamo parlato non solo di diagnosi, ma di patologie associate, e anche di futuro, con l’intervento di Fasano, esperto di livello mondiale, che da anni studia terapie alternative alla dieta aglutinata. Sta conducendo linee di ricerca su un futuro farmaco per poter tollerare piccole quantità di glutine. Lui e la dot.ssa Sapone, si occupano delle possibilità dell’agronomia, con lo sviluppo di grani con glutine non tossico. Fasano conduce esperimenti per arrivare a un vero e proprio vaccino: se funzionasse sarebbe una soluzione permanente. Tuttavia non esisterà mai nulla che possa competere con la dieta aglutinata, che non è un farmaco ed è priva di effetti collaterali. Passerà molto tempo prima che possa essere sostituita».

Dunque resta, al momento, l’unica terapia possibile?

«Sì. La dieta senza glutine è la cura, una terapia vera e propria, totalmente indicata per chi soffre di celiachia».

Parliamo dei numeri. Il celiaci sono in costante aumento. I più numerosi, anche a Reggio, sono gli adulti tra i 18 e i 40 anni. Perché?

«I dati riportati (vedi sopra, ndr) sono cumulativi, riguardano il numero di celiaci residenti e certificati (che ricevono il buono spesa, ndr). L’aumento è del 18% negli ultimi due anni. È vero, sono in aumento i diagnosticati in età adulta, anche se il numero di diagnosi pediatriche rimane elevato: circa 70 l’anno. Negli ultimi anni è aumentata la sensibilità dei medici per le diagnosi tra adulti, mentre i pediatri hanno alle spalle 30 anni di attenzione sulla patologia. La celiachia infatti può essere riscontrata anche in età adulta fino a tarda età».

Durante la mattinata tra gli esperti figura anche Romano Sassatelli, responsabile della Gastroenterologia e endoscopia digestiva dell’ospedale Santa Maria Nuova; parlerà di “Diagnosi endoscopica”, passaggio fondamentale per il riconoscimento della patologia.


 

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