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Fiaccadori: «Storchi si dimette dall’Anpi»

Fiaccadori: «Storchi si dimette dall’Anpi»

Campanini: «Non ci ha avvisati». Il presidente provinciale: «Mi assicurò che non si sarebbe candidato, ora il chiarimento»

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BRESCELLO. La candidatura di Stefano Storchi come assessore nella lista “Brescello che vogliamo” tocca da vicino la sezione Anpi di Guastalla, all’interno della quale lo stesso Storchi ricopre il ruolo di presidente. La notizia della sua discesa in campo ha fatto molto discutere a Guastalla, dove vi sono state diverse reazioni. C’è chi ha condiviso la sua scelta – che a detta di molti era nell’aria già da qualche tempo – ma anche chi non ha gradito. Come Antonio Campanini, tesserato dell’Anpi guastallese, che ha contattato la Gazzetta. «Il presidente Storchi – spiega Campanini, molto attivo nel mondo del volontariato guastallese – non ha mai avvisato gli iscritti delle sue intenzioni. Mi ha sorpreso molto e mi ha lasciato perplesso. Mi chiedo: lo statuto permette una cosa come questa? Premesso che questa è la mia posizione e non quella dell’Anpi, mi interrogo anche sulla scelta di correre in un gruppo nel quale alcuni componenti hanno fatto parte di un’amministrazione sciolta per mafia. La legalità è uno degli ideali fondanti di Anpi, che, ad esempio, sostiene anche Libera, associazione che fa della lotta alle mafie la propria prerogativa». È il presidente provinciale dell’Anpi, Ermete Fiaccadori, a spiegare cosa avverrà ora all’interno dell’associazione guastallese. «Ho parlato con Storchi – spiega – e mi ha detto che si presenterà dimissionario al consiglio direttivo che è stato convocato per mercoledì. Avevo avuto occasione di parlare in passato con lui, e mi aveva assicurato che non si sarebbe candidato, poi invece è uscita la notizia della sua candidatura ad assessore e vicesindaco. Non entro nel merito della scelta, specifico che l’Anpi non impedisce ai propri tesserati di fare politica e di impegnarsi per le proprie comunità; ognuno ha il diritto di prendere la posizione che vuole, questo è legittimo e doveroso. Anzi, crediamo che l’impegno politico sia positivo, in Italia sappiamo quanta fatica sia costata la conquista del voto democratico. Però – prosegue Fiaccadori – altra cosa è avere un ruolo dirigenziale in Anpi e averlo anche in politica. Per questo gli ho parlato, è stata una telefonata molto serena ma siamo arrivati alla conclusione che si dimetterà dal proprio ruolo. Poi il direttivo guastallese deciderà come affrontare la fase del dopo-Storchi: è stato un buon presidente e l’auspicio è che non vadano perse le tante iniziative aperte e avviate. Credo verrà individuata una figura che possa poi raccogliere la sua eredità e proseguire così sul solco che è stato tracciato». La posizione di Fiaccadori è rinforzata da una circolare che l’Anpi nazionale ha emesso nei mesi scorsi, prima delle elezioni politiche di marzo. «Questo discorso dell’incandidabilità per i nostri tesserati – aggiunge – non è citato nello statuto, ma in una circolare che definisce non compatibili l’attività dirigenziale in Anpi e una candidatura politica. È vero che abbiamo tanti sindaci iscritti, ma all’interno di Anpi non ricoprono incarichi operativi».

Andrea Vaccari

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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