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«Gli imputati volevano smontare il 416 bis»

Il memoriale di Antonio Valerio è la sintesi delle sue rivelazioni al processo Aemilia. Oltre alla lettera di scuse, letta in aula l’8 maggio scorso e allegata ora al memoriale depositato agli atti,...

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Il memoriale di Antonio Valerio è la sintesi delle sue rivelazioni al processo Aemilia. Oltre alla lettera di scuse, letta in aula l’8 maggio scorso e allegata ora al memoriale depositato agli atti, Valerio torna sui temi principali che ne hanno caratterizzato le accuse lanciate ai suoi ex compagni di malavita. Dice, infatti, che il fine strategico delle informazioni che venivano veicolate dagli imputati nelle gabbie in aula ai familiari e amici, era smontare il 416 bis, cioè l’accusa di associazione a delinquere. «Le cosiddette ambasciate fra i detenuti nelle gabbie, fra i presenti in aula bunker, sono temi che si verificano e, se sono registrate, le potete pure visionare, che Valerio non sta dicendo eresie, anche da qui li vedevo quando inquadravano le parti, diciamo, verso il pubblico». Per Valerio «gli imputati sanno di non dire la verità, signor presidente, perché fanno fronte comune verso i collaboratori e i testi a loro ostili». Parole pronunciate davanti ai giudici che lo hanno più volte incalzato, per ricevere precisazioni e segnalazioni sulle ambasciate dirette dalle celle verso l’esterno.



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