L'inganno ottico giallo-verde
L'editoriale della domenica del direttore della Gazzetta di Reggio, Stefano Scansani, sulla snervante prova di cuginanza fra i pentastellati neopartitocratici di Di Maio e i leghisti nazionalisti di Salvini
REGGIO EMILIA. Il giallo con il verde dà il blu. Non è vero, ma è possibile. Vada come vada questa Cosa colorata è un centrifugato davvero inedito per le nostre consuetudini politiche e cromatiche. Siccome di interpretazioni e previsioni ne sono state azzardate un sacco, preferisco infilare una via autonoma per descrivere il giallo-verde, cioè la snervante prova di cuginanza fra i pentastellati neopartitocratici di Di Maio e i leghisti nazionalisti di Salvini.
Secondo la teoria e la pratica dei colori il giallo unito al verde (e viceversa) non dà un colore terzo. Non lo danno proprio, ma – dipende dai dosaggi – fanno risultare un giallo strano o un verde strano. Cioè un premier mélange, indistinto.
Perché per le regole descritte da Goethe la contiguità del giallo e del verde nella ruota dei colori combina una coppia “priva di carattere”. Eppure, incredibilmente, questa miscela potrebbe celare il blu, un colore primario non producibile sommando le due tinte.
Toh, chi si rivede: il blu è il colore della casacca di Forza Italia e del doppiopetto di Berlusconi. Il redivivo riabilitato incombe. Per concludere le miscele: proprio il blu berlusconista sovrapposto al giallo grillino moltiplicherebbe il verde leghista. Ancora leghisti, dipendenti dal blu. Cosicché qualsiasi governo giallo-verde sarà l’esito di un inganno ottico.
s.scansani@gazzettadireggio.it
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
