Gazzetta di Reggio

Reggio

Lo trovano morto nelle acque del canale

di Miriam Figliuolo
Lo trovano morto nelle acque del canale

Umberto Gandolfi aveva 84 anni. La sua bici era poco distante

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BAGNOLO . Una sagoma galleggiante sulle acque scure del canale della frazione, a ridosso di un ponticello, a chi l’ha notata ha dato spazio a ben pochi dubbi. E subito, intorno alle 14.30 di ieri, è scattato l’allarme, lungo via Provinciale nord, a Pieve Rossa, poco dopo la Bm salotti. Di lì a poco la drammatica conferma: si trattava del corpo, ormai privo di vita, di un uomo. I vigili del fuoco del Saf lo hanno tirato fuori dall’acqua e a nulla è servito l’intervento degli operatori del 118.

I carabinieri della stazione locale lo hanno poi identificato: si tratta di Umberto Gandolfi, pensionato di 84 anni, residente a poca distanza dal luogo del ritrovamento (vedi foto grande). A circa 500 metri a valle del canale, all’altezza dell’abitazione, è stata trovata la bicicletta di Gandolfi, ex campione di ciclismo nella categoria dilettanti, con una discreta dote di medaglie e coppe conquistate in gioventù.

Ma da 15 anni, a causa di una setticemia alla gamba sinistra, indossava una protesi al posto dell’arto amputato.

La bici era ritta sul cavalletto, lungo la riva dello stesso canale. Sono in corso ora gli accertamenti dei carabinieri su quanto accaduto che, per il momento, resta un mistero.

Un’ipotesi è che l’anziano sia caduto o si sia sentito male, ancora prima di mettersi in sella. O sia sceso dalla bici, facendo in tempo a sistemarla sul cavalletto, e subito dopo sia caduto.

Una scivolata nel canale, in questi giorni colmo di acqua, che gli è stata fatale. Se questa tesi sarà avvalorata si tratterebbe dunque di un banale, quanto tragico, incidente lungo quella striscia di prato che separa le case dal corso d’acqua, e che Gandolfi, a detta anche dei vicini, percorreva spesso in sella alla sua bicicletta per andare a trovare gli amici che abitano nei paraggi.

Il cadavere, galleggiante a causa dell’arto artificiale, è stato notato a ridosso del ponte lungo via Chiesa Romanica, da un giovane che passava di lì. Alle sue grida è sopraggiunto un altro passante che, secondo quanto raccontano ancora i vicini, ha cercato, ma inutilmente, di raggiungere il corpo per tirarlo fuori dal canale.

La salma è poi rimasta sul prato coperto da un telo verde in attesa delle disposizioni del magistrato. I carabinieri – sul posto con il maresciallo Domenico Cafeo – hanno avvisato i familiari. Gandolfi viveva in via Provinciale Nord, con il figlio Paolo che è accorso sul posto, subito raggiunto da alcuni amici di famiglia che hanno abbracciato a più riprese l’uomo, disperato e in lacrime.

Ora la salma è sotto procura, ricomposta all’obitorio di Coviolo, in attesa che la Procura si pronunci per un eventuale esame autoptico. Oltre a Paolo, Gandolfi lascia altri due figli, Roberto, che vive con la famiglia a Correggio, e Maria Grazia che abita a Bagnolo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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