Gazzetta di Reggio

Reggio

Manifesti fascisti davanti a scuola

di Leonardo Grilli
Manifesti fascisti davanti a scuola

Blitz dell’ultra destra in via Makallè e allo Zanelli, uno striscione contro i migranti vicino al carcere

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REGGIO EMILIA. Manifesti davanti alle scuole che inneggiano a una “cameratesca” devozione alla vittoria, volantini dell’ultra destra distribuiti fuori dai poli scolastici agli studenti, uno striscione contro l’attuale modello di integrazione fra italiani e migranti. Sono stati due giorni di blitz notturni e volantinaggi alla luce del sole per le propaggini reggiane del movimento nazionalista CasaPound.

Il primo episodio risale alla notte fra mercoledì e giovedì e ha coinvolto i giovani del Blocco studentesco. Il movimento nato nell’estate 2006 «a Casapound, l’occupazione non conforme del fascismo del terzo millennio», come si può leggere sul loro sito internet. Alcuni membri del Blocco reggiano hanno affisso dei manifesti con la scritta «Devoti alla vittoria» sui muri davanti al polo scolastico di via Makallè e negli istituti Motti e Zanelli di via Fratelli Rosselli, a Coviolo. Un’iniziativa tutt’altro che isolata visto che quattro giorni prima, sabato 12 maggio, gli stessi ragazzi del movimento studentesco di ultra destra hanno distribuito, all’ingresso degli alunni in via Makallè, dei volantini «informativi riguardanti le idee e gli obiettivi del movimento giovanile di CasaPound Italia», come si legge in un post su Facebook pubblicato dalla pagina “blocco studentesco Emilia Romagna”.

La presenza «di una sparuta rappresentanza degli “studenti autorganizzati” – continua lo stesso post – non ha comunque impedito lo svolgimento del volantinaggio, ribadendo ancora una volta che le scuole sono antifasciste solo nei loro sogni».

Nella notte fra giovedì e ieri, invece, i militanti più cresciuti del partito con la testuggine hanno affisso uno striscione contro i migranti. È a firma CasaPound, infatti, il telone appeso su un cavalcavia della tangenziale sud-est, nei pressi del carcere di Reggio Emilia, con la frase «Clandestini, spacciatori, questa è la vostra integrazione?». Un’iniziativa motivata e rivendicata in un comunicato senza firme dagli stessi esponenti reggiani del partito.

«Il riferimento specifico – si legge nella nota – è all’ultimo fatto di cronaca, che vede un ghanese richiedente asilo arrestato e altri quattro, sempre sedicenti profughi, denunciati per un giro di droga che coinvolgeva come clienti diversi studenti anche minorenni e che durava da diversi mesi».

CasaPound prosegue attaccando le cooperative L’Ovile e la Dimora d’Abramo, i due principali enti che in città e provincia si occupano dell’accoglienza dei richiedenti asilo, denunciando poi come «la situazione sia diventata insostenibile, aggravata dal fatto che questi individui sono a carico nostro, quindi i soldi usati per l’acquisto e poi la rivendita della droga sono i soldi che arrivano dalle tasche degli italiani».

Un fenomeno che, conclude il partito di ultra destra, «ha una facile soluzione: rimpatrio coatto e immediato del clandestino che commette il reato e multe salate alla struttura che ospitava il soggetto».

Su tutti questi episodi la Digos, sotto il coordinamento del dirigente Lucio Di Cicco, dopo aver rimosso striscioni e manifesti sta ora indagando.

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