«Ora capisco le parole di Sciascia sui professionisti dell’antimafia»
BRESCELLO. La seconda presentazione pubblica della lista “Brescello che vogliamo” si è svolta giovedì sera in sala Prampolini, al centro culturale di via Cavallotti, e ha visto presente anche Stefano...
BRESCELLO. La seconda presentazione pubblica della lista “Brescello che vogliamo” si è svolta giovedì sera in sala Prampolini, al centro culturale di via Cavallotti, e ha visto presente anche Stefano Storchi, che non aveva potuto partecipare alla prima presentazione, avvenuta a Lentigione mercoledì sera. Proprio Storchi, che in caso di elezione ricoprirà il ruolo di assessore e vicesindaco, e avrà anche la delega alla legalità, ha reso alcune dichiarazioni sul tema, andando a sfiorare i temi che hanno portato il Comune allo scioglimento. E lo ha fatto citando un grande scrittore e giornalista, Leonardo Sciascia, che più di trent’anni fa coniò l’espressione “professionisti dell’antimafia”, riferito a chi – a quei tempi – avrebbe potuto utilizzare la lotta alla mafia per interesse personale e non come vero ideale da rincorrere. Il candidato vicesindaco ha spiegato che a quei tempi non aveva capito le ragioni di Sciascia, ma dopo aver visto e vissuto le vicende che hanno interessato Brescello negli ultimi due anni – nei quali il paese è finito al centro di numerose polemiche – ha compreso le parole dello scrittore siciliano.
Il riferimento di Storchi – che ha inoltre aggiunto di condividere il punto di vista di don Evandro su questo tema spinoso – è probabilmente al fatto che la lista, nel proprio programma, ha scelto di affrontare il tema delle infiltrazioni facendo di Brescello un osservatorio per l’analisi dei fenomeni malavitosi, e di costituire un’apposita commissione consiliare.
La serata, molto partecipata, ha visto poi l’intervento di alcuni cittadini che hanno posto domande ai candidati sui vari punti del programma.
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