Gazzetta di Reggio

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Spaccia cocaina davanti alle scuole medie Da Vinci

di Tiziano Soresina
Spaccia cocaina davanti alle scuole medie Da Vinci

È un pusher di strada e la polizia lo pedina per cercare di incastrare il rifornitore Differito due volte l’arresto, il 48enne sparisce ma poi incappa in un controllo

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REGGIO EMILIA. Spacciava cocaina in viale Monte San Michele, nei pressi della scuola media “Leonardo da Vinci”. Un particolare allarmante emerso all’inizio dell’anno e da quel momento la Mobile ha messo nel mirino il carpentiere 48enne Vincenzo Ricci, seguendo passo dopo passo l’evolversi della situazione mettendo sotto controllo l’utenza telefonica di quest’uomo. Intercettazioni finalizzate anche a cercare di capire chi rifornisce di “polvere bianca” il pusher, sospettando su questo fronte di uno straniero. Proprio per questo motivo in due occasioni viene differito l’arresto di Ricci, lasciandolo libero per arrivare al rifornitore.

In entrambi i casi i poliziotti hanno individuato il cliente. Il 29 gennaio, in viale Monte San Michele, si tratta di un 33enne che quel giorno ammette subito, consegnando agli agenti un involucro contenente poco più di mezzo grammo di cocaina, aggiungendo però di aver comprato la droga in altre occasioni (complessivamente due grammi e mezzo) sempre dal carpentiere che a quanto pare “arrotonda” in quel modo. Stesso copione con un altro acquirente che confessa di aver comprato – il 9 marzo scorso – due grammi e mezzo di cocaina, pagandola 140 euro. Gli inquirenti ritengono Ricci un piccolo spacciatore, mentre non viene identificato lo straniero (probabilmente un nordafricano) che ha rodati canali di approvvigionamento e innesca più volte il 48enne. Le indagini faticano a svoltare perché a un certo punto Ricci sparisce.

Martedì incappa, però, in un normale controllo stradale dei carabinieri a Castelnovo Monti. Sembra una verifica di routine, invece spunta il coinvolgimento di quest’uomo – con precedenti penali – in un’indagine per spaccio di stupefacenti. A quel punto viene arrestato. Nel successivo “passaggio” in tribunale, la vicenda giudiziaria si chiude in fretta. Il 48enne – ritenuto senza fissa dimora – dice di lavorare come carpentiere a Castelnovo Monti, ma più in là non va, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Il pm Giacomo Forte chiede l’obbligo di firma in caserma, mentre l’avvocato difensore Mattia Fontanesi parla di fatti di lieve entità.

Il giudice Luca Ramponi ritiene l’obbligo di firma (nella caserma dei carabinieri di Castelnovo Monti) non solo proporzionale alla gravità della vicenda, ma consente anche un adeguato controllo sugli spostamenti ed è sufficiente a troncare i rapporti di Ricci con chi lo riforniva della cocaina.

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