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il processo 

Sprangate, il 34enne patteggia

Sprangate, il 34enne patteggia

Sette mesi per i danni all’ingresso del palazzo in cui vive la famiglia 

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REGGIO EMILIA. Ha patteggiato 7 mesi di reclusione l’operaio che la mattina del 2 maggio è finito nei guai per tentata violazione di domicilio (aggravata dall’uso di un’arma impropria, cioè una spranga) e per danneggiamento aggravato.

Quel giorno il 34enne ha preso a sprangate la porta d’ingresso del condominio in cui vivono l’ex moglie e i tre figli. Tramite l’avvocato difensore Mattia Fontanesi l’imputato ha concordato la pena con la procura e ieri, in aula, l’entità del patteggiamento è stata avallata dal giudice Simone Medioli Devoto. Resta applicata la misura restrittiva del divieto di avvicinarsi all’ex moglie e ai figli.

I carabinieri – coordinati nelle indagini dal pm Stefania Pigozzi – ritengono che dietro a quest’atto violento vi sia un dramma familiare, cioè una separazione conflittuale in cui s’innesca un provvedimento del Tribunale per i minorenni che obbliga il padre a vedere i figli in tempi prefissati e in presenza degli assistenti sociali. E la rabbia del 34enne – di cui non forniamo le generalità per tutelare i familiari – si sarebbe scatenata proprio per quest’ultimo provvedimento che gli centellina gli incontri con i figli. Quella mattina diversi residenti di una palazzina di via Jacopo da Mandra (nel quartiere di Santa Croce), testimoni oculari allarmati dalla scena, hanno chiamato il 112 segnalando che una persona stava distruggendo con furia l’antiporta e il portone d’ingresso dello stabile. Sul posto sono subito intervenuti i carabinieri della stazione di Santa Croce, che hanno trovato le vetrate dell’ingresso sfondate e vicino al 34enne una spranga di ferro lunga 70 centimetri. (t.s.)

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