Stangata alla banda di ladri delle case
Castelnovo Monti, due albanesi di 25 e 30 anni condannati a 6 anni e 11 mesi di carcere per 14 furti e una tentata rapina
CASTELNOVO MONTI. I predoni della montagna per diversi mesi, alla fine del 2017, hanno svaligiato appartamenti (tra i 20 e i 40, sono 14 gli episodi contestati), rubato automobili con le quali poi commettevano i furti, creando non poco allarme sociale lungo i paesi della valle del Tresinaro, a partire da Fiorano, Vignola e Castelnuovo Rangone del Modenese, per arrivare a Baiso, Viano e Carpineti nel Reggiano. I due ladri, entrambi albanesi, residente a Fiorano Modenese, sono Bari Bega, 30 anni ed Ervis Dema, 25, entrambi con precedenti per reati commessi in Romagna. Ieri sono stati condannanti con il rito abbreviato, dal gup Cristina Beretti, a 6 anni e 11 mesi di reclusione ciascuno.
Il giudice li ha ritenuti responsabili anche di una tentata rapina impropria avvenuto il 18 ottobre dell’anno scorso a Viano, episodio che i due imputati avevano però negato di aver commesso.
L’avvocato difensore, Umberto De Gregorio, del foro di Rimini, presenterà appello proprio su quest’ultima circostanza: «Non ci sono elementi di prova, oltre ogni ragionevole dubbio – spiega il difensore – che la tentata rapina sia stata commessa dai mie assistiti». Che invece lo scorso aprile hanno confessato di essere gli autori dei numerosi saccheggi, uno dei quali consumato nella casa di un ex maresciallo e finti con l’arresto in gennaio dopo una caccia all’uomo complessa avviata dai carabinieri.
Usando auto rubate che parcheggiavano in un’area di sosta a Fiorano, i ladri sceglievano l’obietto – case, villette, appartamenti – seguivano gli spostamenti dei proprietari e alla fine entravano in azione. Raramente sbagliavano: i colpi riuscivano quasi sempre e con bottini in soldi e gioielli piuttosto ricchi. L’ottobre scorso a Viano qualcosa però non è andato nel verso giusto: un pensionato che viveva nell’appartamento appena svaligiato di proprietà di un altro anziano, si è accorto del furto, è sceso in strada e ha affrontato i banditi. Che per tutta risposta l’hanno minacciato – così ha raccontato il testimone al pm Giacomo Forti che in audienza ha chiesto 8 anni di reclusione – uno con un piede di porco e l’altro con un coltello affilato che l’uomo si è trovato a pochi millimetri dal volto. Vista la scena, uno degli inquilini del condominio è sceso di corsa per aiutare il pensionato ma ha trovato i ladri già a bordo dell’auto. Non si è perso d’animo e nel tentativo di bloccarli è comunque riuscito a sfondare il parabrezza della macchina poco prima che si allontanasse. Il giudice ha ritenuto più che fondato il racconto dei testimoni.
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