Una centrale sul Secchia da 7 milioni di kilowattora
Castellarano, presentato l’impianto idroelettrico sul Secchia di Bi Energia È costato 8,5 milioni di euro e serve anche da riserva d’acqua in caso di siccità
CASTELLARANO. Oltre sette milioni di kilowattora (kwh) di energia prodotti all’anno usando la forza del Secchia, quel Secchia trasformato anche in un’importante riserva di acqua per le eventuali siccità. Ieri la nuova centrale idroelettrica sul Secchia all’altezza dello sbarramento di Castellarano si è messa il vestito buono e si è presentata in pubblico. E’ uno dei principali progetti portati avanti in questi anni dalla Bonifica Emilia Centrale assieme a Iren, socie con quote similari del consorzio Bi Energia creato per realizzare l’opera. Un cammino che ha coinvolto le due sponde del Secchia e i rispettivi Comuni, Castellarano e Sassuolo, utilizzando la grande traversa tra Castellarano (l’accesso è all’ingresso del paese) e San Michele dei Mucchietti sul fronte sassolese. Un tragitto compiuto ogni giorno a piedi e in bici da tantissime persone.
Completata in circa un anno e mezzo e oggi in gran parte interrata, è attiva dal febbraio di quest’anno e in questi pochi mesi ha già prodotto 3.7 milioni di kwh: un dato elevatissimo, figlio di un periodo di piogge e nevicate costanti che hanno aumentato e parecchio la portata del Secchia. E quindi la possibilità di sfruttamento energetico. A regime, la produzione prevista è fra i 6 e i 7 milioni di kwh l’anno, equivalente al fabbisogno annuo di elettricità di quasi 4mila famiglie. La centrale non funzionerà sempre; solo quando il flusso di acqua sarà tale da permetterne l’utilizzo senza intaccare né il deflusso minimo vitale del fiume, né l’uso destinato all’agricoltura tramite i canali di irrigazione. In totale si parla di un progetto da 8.5 milioni di euro, con ritorno dall’investimento previsto in 12 anni. I due soci, Consorzio di Bonifica Emilia Centrale e Iren, hanno coperto il 25% dei costi con fondi propri, accendendo poi un muto ventennale per il restante 75%. L’accordo prevede anche una fideiussione che possa anche coprire le eventuali opere di ripristino. Particolare attenzione è stata data all’impatto ambientale. Sia quello sul Secchia, sia per il discorso inquinamento. La centrale e i collegamenti sono in gran parte interrati; sono visibili solo alcune strutture sui due versanti del fiume, ma il grosso degli impianti non spiccano fra il verde della zona. Per quanto riguarda le acque, la risorsa idrica viene poi reinserita a valle nell’alveo del fiume, dopo il “salto” di una decina di metri.
I numeri interessanti sono quelli legati allo smog. Se si usassero fonti fossili come i carburanti, una produzione media di 6.5 milioni di kwh annui comporterebbe circa 3.600 tonnellate di anidride carbonica disperse nell’atmosfera. Con la centrale idroelettrica questo dato indicativo viene praticamente azzerato. Dati comunque corposi, sottolineati durante gli interventi dell’inaugurazione. Presenti i sindaci di Castellarano e Sassuolo Giorgio Zanni e Claudio Pistoni, l’assessore regionale all’agricoltura Simona Caselli e i vertici della Bonifica, il commissario straordinario regionale del consorzio Franco Zambelli e Domenico Turazza, direttore generale del consorzio e presidente di Bi Energia.
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