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Una caduta fatale per Gandolfi

Una caduta fatale per Gandolfi

Dopo la macabra scoperta il pm Forte ieri ha chiuso il caso non ritenendo necessaria l’autopsia

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BAGNOLO. Un tragico incidente. Gli accertamenti dei carabinieri – coordinati dal sostituto procuratore Giacomo Forte – ricostruiscono in quel modo la morte del pensionato 84enne Umberto Gandolfi.

Una caduta accidentale – potrebbe essere scivolato o aver perso l’equilibrio, ma non è escluso che sia stato colto da malore – nel canale che scorre a Pieve Rossa. Una “trappola” fatale per l’anziano visto che il canale in questo periodo è colmo d’acqua, da cui non è facile uscire nemmeno per una persona giovane. Non vi sono testimoni di quanto accaduto e l’allarme è stato dato venerdì pomeriggio intorno alle 14.30, quando un giovane – a ridosso del ponte lungo via Chiesa Romanica – non solo ha visto il corpo di un uomo che galleggiava, ma ha anche tentato inutilmente di raggiungerlo per tirarlo fuori dal canale di bonifica.

Gandolfi – che probabilmente stava andando a trovare gli amici – è sceso dalla bicicletta (trovata lungo la riva) per poi finire dentro all’acqua alta, in cui è annegato. Una ricostruzione dei carabinieri che esclude dubbi di sorta e il pm Forte ha archiviato il caso senza ritenere necessaria l’autopsia. In queste ore verrà notificato ai familiari il nulla osta della Procura per i funerali.

«Abbiamo ricevuto in queste ore tantissime telefonate e dimostrazioni di vicinanza – spiega Paolo Gandolfi, il figlio dell’uomo trovato morto nel canale e che viveva con lui in via Provinciale Nord –. Questo non ci può consolare certo dalla perdita di nostro padre (Umberto lascia altri due figli, Roberto e Maria Grazia, ndr), ma ci rende immensamente grati dimostrandoci come papà fosse amato e ben voluto. Molti anche gli amici che condividevano con lui la passione per il ciclismo e anche vecchi compagni delle due ruote».

Subito dopo il ritrovamento del cadavere, Paolo ha ricevuto anche la visita del sindaco Paola Casali che gli ha voluto dimostrare la vicinanza dell’amministrazione locale portandogli le condoglianze a nome di tutti i cittadini.

«Appena avremo in mano l’autorizzazione – ha raccontato ancora Paolo Gandolfi – disporremo il funerale. Sappiamo già come vorremmo la cerimonia. Partiremo da Coviolo nuovo (dove la salma è stata ricomposta dopo il ritrovamento, ndr). Il corteo delle auto si fermerà in via Provinciale Nord davanti alla nostra casa. Di qui, poi, procederemo a piedi alla chiesa di Pieve Rossa per la cerimonia religiosa. Quindi porteremo papà nel cimitero di Bagnolo, in un loculo accanto a quello della mamma».

Umberto Gandolfi, che aveva compiuto 84 anni a dicembre, era stato serramentista e saldatore per alcune aziende bagnolesi. Fu un campione del ciclismo locale, categoria dilettanti, e mantenne sempre la passione per la bicicletta, anche dopo l’amputazione della gamba sinistra, avvenuta 15 anni fa, solo pochi anni dopo la morte della moglie, Liliana Vergnani. (m.f./t.s.)

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