«Candidati, dite da che parte state»
Salomoni: «Io sto con lo Stato. L’Anpi sostiene la legalità, Storchi si dimetta»
BRESCELLO. Resta caldo il tema della discesa in campo nella lista “Brescello che vogliamo” di Stefano Storchi, presidente Anpi di Guastalla. Michele Salomoni, candidato sindaco per la lista “L’alternativa”: «Bisogna decidere se si sta con la legalità o contro; con lo Stato o contro. E’ la questione etica fondamentale. Bene ha fatto l’Anpi reggiano a chiedere le dimissioni di Storchi nel momento che ha deciso di candidarsi alle amministrative di Brescello nella lista Benassi, accanto a chi si è opposto al commissariamento del Comune, deciso sulla base delle risultanze delle indagini. Accogliamo con favore la presa di posizione dell’Anpi che, per voce del tesserato guastallese Antonio Campanini e del presidente provinciale Fiaccadori, hanno chiesto a Storchi di lasciare la presidenza Anpi di Guastalla. Chiunque venga dalla tradizione e dalla lotta partigiana, lo farebbe spontaneamente senza bisogno di sollecitazioni, nel momento della decisione a candidarsi. L’Anpi sostiene la settimana della legalità che a Reggio si concretizza nel Festival “Noi contro le mafie”: quelli sono i suoi valori. E’ dunque sorprendente la candidatura di Storchi con una lista che annovera tra i suoi futuri assessori 2 candidati già firmatari dei vari ricorsi contro il commissariamento in chiara sfida con le istituzioni. Non ammettere l’evidenza portata da molteplici conferme di sentenze e, anzi, ripresentarsi come se nulla fosse successo vuol dire svuotare di significato le parole “legalità” e “rispetto delle regole”. Non si può aspirare a dirigere un Comune se l’idea di trasparenza consiste nello zittire una rappresentante dei genitori nell’assemblea di presentazione della lista perché “non sa fare le domande”, come è accaduto l’altra sera a Brescello. Nel corso della Settimana della legalità – conclude Salomoni – il professor Nicaso, direttore scientifico del festival, ha più volte parlato di Brescello e della precedente amministrazione comunale. Ha detto che in politica e nella vita civile non sono ammesse zone grigie: si possono avere atteggiamenti eticamente riprovevoli e da condannare anche quando non si è in presenza di reati e fatti penalmente rilevanti. Ex assessori e tutti i candidati dicano una volta per tutte cosa pensano del commissariamento: è inutile mettere in programma la trasparenza se poi già nell’incipit del programma stesso, con giri di parole, si prendono le distanze dal commissariamento. Chiediamo ai candidati di tutte le liste di dire da che parte stanno. Rispondo per primo: io sto con lo Stato, rispetto le sentenze e ringrazio i commissari per tutto il lavoro svolto».
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