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Iren, la ragnatela di legami del “bancomat” di Reggio

di Evaristo Sparvieri
Iren, la ragnatela di legami del “bancomat” di Reggio

Partecipazioni, erogazioni, sponsorizzazioni fra gigantismo e ramificazioni

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REGGIO EMILIA. «Nell’ambito del gruppo e con finalità di ottimizzazione della struttura finanziaria, sono state anticipatamente estinte le posizioni di debito di Iren Rinnovabili e sue controllate per complessivi 28 milioni di euro, inclusa una posizione di derivato di copertura relativa ad un debito estinto». È quanto si legge nella Relazione Trimestrale Consolidata del Gruppo Iren, presentata nei giorni scorsi, la prima nella quale entrano ufficialmente anche i conti della partecipata Iren Rinnovabili, dal dicembre scorso finita sotto il controllo totale della multiutility attraverso Iren Ambiente a seguito della decadenza degli accordi di governance con l’altro socio Ccpl, che deteneva il 30% delle quote. Poche righe che dicono tanto su cosa sia Iren oggi e sui suoi rapporti (di forza) con le amministrazioni locali. Vediamo perché.

CONSOLIDAMENTO. Prima di questa operazione i bilanci di Iren e Iren Rinnovabili erano “collegati” ma separati, entrando tecnicamente nei conti della multiutility attraverso il cosiddetto metodo del patrimonio netto. Ora che la partecipata Iren Rinnovabili entra a far parte del bilancio consolidato dell’intero gruppo, finisce per modificare il perimetro operativo e finanziario dell’intero gruppo, attraverso un’operazione di aggregazione interna che ha ulteriormente ramificato l’influenza di Iren nella nostra provincia.

LA GALASSIA. Studio Alfa e Stu Reggiane. E poi Farmacie comunali riunite, Reggio Children, Reggio Emilia Innovazione, Crpa. E infine: Fondazione iTeatri, Istituto Peri, Reggio Emilia Fondazione Danza, passando per Fotografia Europea, la mostra On the Road, gli eventi natalizi del Comune. Società controllate o partecipate, società correlate, sponsorizzazioni. Sono le voci riscontrabili a bilancio nei quali figura un punto di contatto con Reggio Emilia, fino a costruire una ragnatela di legami di cui proprio Iren Rinnovabili rappresenta un punto di svolta.

EX OFFICINE. Insieme al Comune, che detiene il 70% della partecipazione, Iren Rinnovabili è ad esempio socia al 30% della Stu Reggiane, la società di trasformazione urbana impegnata nella maxi-riqualificazione da 50 milioni di euro tra fondi pubblici e privati delle ex Officine e di Santa Croce, a cominciare dalla bonifica dei capannoni abbandonati, al via lunedì prossimo. Operazioni sul territorio che ora entrano a loro volta ulteriormente nella galassia della capogruppo, proprio mentre la multiutility sta proseguendo la sua opera di ampliamento in nuovi territori.

GIGANTISMO. In questa direzione, ad esempio, la recentissima acquisizione del gruppo Acam, attivo a La Spezia e provincia, che ha comportato un aumento del capitale sociale e una modifica allo statuto. Mire espansionistiche che vanno ad alimentare le prese di posizione di quanti sostengono un allontanamento di Iren dal nostro territorio, come evidenziato con forza in questi giorni da Confcooperative, che ha richiamato la politica e le amministrazioni reggiane a una maggiore attenzione nei confronti di appalti, servizi carenti e disservizi verso i cittadini (primo fra tutti, le difficoltà della differenziata), guardando anche al di là dei maxi-compensi corrisposti ai manager del gruppo su cui si levano periodicamente cori di proteste.

LE POLEMICHE. Critiche, anatemi, condanne che si riassumono in uno slogan: Iren è sempre più lontana dai territori e dalle esigenze dei cittadini. Sarà, ma le ultime mosse societarie disegnano un sempre maggiore peso della multiutility nel tessuto economico locale. Iren si dimostra ancora una volta decisamente molto vicina alle amministrazioni, vero e proprio bancomat dei Comuni reggiani, in particolare del capoluogo, fino quasi ad invertire – secondo parte dell'opinione pubblica – i rapporti di forza fra i Comuni soci fondatori e la società fondata. Con quest’ultima che, da un punto di vista economico, finisce per avere una prevalenza tale da prendere il sopravvento sulle possibilità di programmazioni di eventi e progetti in capo alle amministrazioni pubbliche. Non solo attraverso i dividendi record che periodicamente rimpinguano le casse degli enti locali (11,4 milioni per i Comuni reggiani nell’ultimo bilancio, di cui 6,4 per il solo capoluogo). Anche attraverso l’ingresso di Iren Rinnovabili nel bilancio consolidato, infatti, la multiutility continua a estendere le sue influenze e le sue aree di interesse nella nostra provincia. Ed è sufficiente buttare un occhio al bilancio 2017, approvato il 19 aprile scorso, per ottenere un quadro capillare dei suoi intrecci e delle sue relazioni.

LA RETE CAPILLARE. L’ingresso di Iren Rinnovabili nel bilancio consolidato porta in dote alla multiutility anche una piccola galassia di partecipate. A cominciare dalla controllate Greensource (posseduta al 100%, con un capitale sociale di un milione di euro), con le rispettive partecipate Enia Solaris (capitale sociale 100mila euro, controllata al 100%) e Varsi Fotovoltaico (capitale sociale 100mila euro, controllata al 100%). Ma anche – e soprattutto – Studio Alfa (di cui Iren Rinnovabili ha l’86% delle quote, su un capitale sociale di 10mila euro) e la sua controllata Coin Consultech (51% delle quote, capitale sociale di 10mila euro). Nel capitolo delle partecipate consolidate integralmente nel bilancio, inoltre, figurano al 31 dicembre 2017 anche il Consorzio Gpo (detenuta al 62,35% attraverso Ireti, con un capitale sociale di 20.197.260) e Monte Querce Scarl (60% di Iren Ambiente, con un capitale sociale di 100mila euro). Nel bilancio 2017, infine, sempre attraverso Studio Alfa partecipazioni minime erano inoltre rilevate anche per quote di Aeroporto di Reggio Emilia, Aurora srl, Cna Servizi, la romana Asq Network. Sul fronte della collegate, invece, ovvero «società nelle quali il Gruppo esercita un’influenza notevole, ma non il controllo o il controllo congiunto, sulle politiche finanziarie ed operative», nell’elenco figurano Bi Energia (100mila euro di capitale sociale, Iren Rinnovabili detiene il 47,50 delle quote), Iniziative ambientali di Novellara (100mila euro di capitale sociale, Iren Ambiente detiene il 40% delle quote) e Rio Riazzone di Castellarano (103.292 di capitale sociale, Iren Ambiente ne detiene il 44%), oltre ovviamente a Stu Reggiane (capitale sociale di 20.444.000 euro). Correlate attraverso le partecipazioni del Comune, sono inoltre anche Fcr e Reggio Children, che rientrano nel novero di quelle società con cui Iren intrattiene rapporti definiti «di natura commerciale ed attinenti a servizi forniti alla generalità della clientela».

SOLDI PER TUTTO. Rapporti che si manifestano anche attraverso le sponsorizzazioni e altre forme di erogazioni, fino a trasformare Iren nella cassaforte dei Comuni, serbatoio economico da cui tutti attingono in caso di necessità. Nel solo 2017, stando ai dati forniti nell’assemblea del 19 aprile scorso, sono stati in totale 7,9 milioni di euro le risorse destinate complessivamente a 243 progetti, in tutti i territori in cui è presente Iren (49 progetti in forma di erogazione liberale, 194 per sponsorizzazioni): 48 i progetti destinati a Torino (32,41% dell’importo complessivo), 29 a Genova (32,45%) e 142 in Emilia (32,19%). Fra queste ultime, è proprio Reggio e provincia il territorio che usufruisce di più delle risorse erogate dalla multiutility: 76 progetti sponsorizzati o finanziati, rispetto ai 48 di Parma e i 18 di Piacenza. In totale, a Reggio Emilia e provincia finisce il 21,67% delle erogazioni, pari quindi a circa 1,8 milioni di euro. Fra i progetti e le realtà finanziati, l’adesione alla fondazione iTeatri, alla Fondazione Reggio Children, a Fotografia Europea, alla mostra On The Road, la partecipazione alla realizzazione dell’archivio delle Reggiane e Reggio Emilia Fondazione Danza, progetti scolastici per l’istituto Peri e le sponsorizzazioni per Natale e Capodanno.

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