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«Sconcertati da quella lista che nega ci sia criminalità»

«Sconcertati da quella lista che nega ci sia criminalità»

Il Gruppo di discontinuità critica lo schieramento che candida Elena Benassi «Storchi cita Sciascia, ma lo scrittore non negava l’esistenza della mafia»

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BRESCELLO. Dopo la presentazione pubblica della lista “Brescello che vogliamo”, interviene nel dibattito anche il Gruppo di discontinuità, che prende una netta posizione contro la lista che presenta Elena Benassi come candidata. «Siamo sconcertati – scrivono Paolo Monica e Lorella Galli – perché, dopo la decennale gestione amministrativa di Brescello da parte della lista Pasquino, che ci ha accompagnati verso il commissariamento, pensavamo che i “pasquini” avessero il buon senso di ritirarsi a vita privata. Invece no. Ritornano e si ripresentano in una “nuova lista Pasquino”. Tutto all’insegna della più spregiudicata continuità di una gestione amministrativa del paese che ci ha fatti vergognare di fronte all’Italia intera e non solo».

«Parlando poi del candidato vicesindaco (Stefano Storchi, ndr) – prosegue la nota – nessuno può negare che rappresenti la continuità del passato, visto che si presenta in quella lista. Abbiamo letto delle sue dimissioni da presidente Anpi Guastalla, ma le motivazioni non ci convincono. Giusto sollevarlo per incompatibilità, ma soprattutto andava fatto perché facente parte di una lista che nega la presenza della criminalità organizzata a Brescello, visti i suoi componenti. Il candidato vicesindaco dice pure di aver compreso solo ora le dichiarazioni di Sciascia sui “professionisti dell’antimafia”, ma non ha compreso che Sciascia non negava l’esistenza della mafia nella sua regione, come evidentemente fa lui per quanto riguarda il suo paese. A Brescello la ‘ndrangheta è presente, e quelle pochissime persone che si oppongono a questo stato di cose lo fanno senza interessi personali o di autoreferenzialità. Che cosa ci possiamo aspettare, inoltre, da una lista che presenta come candidati assessori due persone che hanno, a suo tempo, votato la fiducia a Coffrini e sottoscritto il ricorso contro il commissariamento, bocciato sia dal Tar del Lazio, sia dal Consiglio di Stato? Quando abbiamo letto che la legalità è al primo posto del loro programma elettorale, ci siamo sentiti offesi da tanta spregiudicatezza. La nostra posizione non è dettata da antipatie personali ma dal desiderio di vivere in un paese normale e sicuro, amministrato da persone che non abbiano nulla in comune con il passato, e vorremmo che i nostri concittadini comprendessero la necessità di dissociarsi da ciò che innegabilmente è stato, per un futuro migliore senza arcobaleni (riferimento al simbolo della lista “Brescello che vogliamo”, ndr), che sono solo fenomeni ottici e soprattutto passeggeri».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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