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Si parla di legalità «No alle zone grigie»

Si parla di legalità «No alle zone grigie»

BRESCELLO. La lista civica “Brescello riparte” questa sera alle 21, al centro sociale di Lentigione, presenterà ai cittadini i propri candidati e illustrerà le linee guida del proprio programma. Tra...

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BRESCELLO. La lista civica “Brescello riparte” questa sera alle 21, al centro sociale di Lentigione, presenterà ai cittadini i propri candidati e illustrerà le linee guida del proprio programma. Tra i temi più in vista vi saranno sicurezza e legalità.

«Il Comune dovrà utilizzare le nuove tecnologie di videosorveglianza – spiega il candidato sindaco Maria Cristina Saccani – collegata con le forze dell’ordine così come dovrà essere potenziata l’illuminazione pubblica soprattutto nelle zone più scoperte. È altresì chiaro, però che farsi carico tutti insieme della sorveglianza e della segnalazione di anomalie o situazioni sospette alle autorità di polizia può essere di grande aiuto. Una modalità da introdurre è il controllo di vicinato per proteggere soprattutto i soggetti più vulnerabili. La sorveglianza sulle aree dove si risiede è uno strumento di grande efficacia». La legalità è un tema che chi guiderà la prossima amministrazione non dovrà sottovalutare. «Alla luce di quanto successo – continua Saccani – occorre fare una scelta di assoluta chiarezza. È necessario eliminare qualsiasi zona d’ombra o ambiguità nei confronti di chi delinque. Una comunità non potrà mai essere serena se non potrà contare su amministratori che non mettano al centro della propria azione la legalità. No alle zone grigie, no all’impunità, no alla sottovalutazione dei fenomeni delinquenziali. La stragrande maggioranza dei brescellesi è onesta e operosa ed è proprio per questo che merita di essere tranquilla su questo versante. Mai più il nome di Brescello dovrà essere accostato a fenomeni malavitosi che non fanno parte del vivere civile». Per quanto concerne gli immobili sequestrati sul territorio comunale dall’autorità giudiziaria la candidata ha idee precise: «Chiederemo al curatore giudiziario di assegnarli al Comune che potrà utilizzarli per scopi sociali – dice Maria Cristina Saccani –. La rinascita di Brescello deve passare anche attraverso questi segnali inequivocabili e il riutilizzo comunitario di beni confiscati alla criminalità è fondamentale».

Una ultima considerazione sui migranti. «Brescello – afferma – ha già fatto ampiamente la propria parte. Attualmente la loro presenza è gestita tramite un accordo con un privato e sono state superate le quote che il governo prevede per ogni Comune (tre ogni mille abitanti, ndr). Si dovrà in tempi brevissimi tornare entro la soglia di legge e dialogheremo con la prefettura affinché sia garantito un controllo costante e un rapporto settimanale sulle presenze. Chi potrà restare, inoltre, dovrà mettersi gratuitamente al servizio della comunità che li ospita. L’Auser, a livello provinciale, ha siglato un protocollo con la prefettura per inserire le persone straniere in un percorso di lavoro a titolo gratuito a favore dei comuni che li ospitano. Anche a Brescello si farà così». (a.v.)

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