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Tutino lascia Mdp: «Mi prendo una pausa»

Tutino lascia Mdp: «Mi prendo una pausa»

L’assessore e coordinatore regionale: «Mi dedicherò a una professione e non mi presenterò nel 2019»

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REGGIO EMILIA. «L’impegno che si deve dedicare a una professione riduce di molto il tempo per la politica e dopo 18 anni di politica fatta in prima fila non è un delitto prendersi una pausa. Non ho intenzione di ripropormi per incarichi amministrativi nel 2019». Così l’assessore Mirko Tutino, coordinatore regionale Mdp, ha annunciato agli iscritti del partito e al gruppo dirigente LeU la scelta di fare un passo indietro rispetto ai prossimi passaggi costituenti delle forze di sinistra. Una scelta che Tutino – candidato alle elzioni nell’uninominale cittadino, ottenendo 5.185 voti e non risultando eletto – motiva con ragioni personali e politiche.

«Non abbiamo rappresentato una novità, non abbiamo incarnato il cambiamento. Ho fatto la campagna elettorale mettendoci tutto me stesso. Il dato reggiano ha dimostrato che questo impegno ha prodotto un risultato migliore di quello nazionale. Ma il fatto che a Reggio sia andata meglio non è bastato: abbiamo convinto un elettorato che era già militante». Agli iscritti Mdp, Tutino ha spiegato che vede come unico futuro possibile la costruzione di una grande forza di sinistra che si occupi di lavoro, ambiente, lotta ai privilegi: una sinistra civica e laburista, sul modello Corbyn in Inghilterra. «Non mi sento immune da errori e per questo in termini di militanza ho anche esaurito molte energie – afferma – Ad oggi nessuno può dire di rappresentare questa idea: LeU è paralizzata in un risultato elettorale che l’ha marginalizzata e con un gruppo dirigente frammentato. Il Pd è costantemente ricattato dai renziani e, come dimostra la discussione sulla nascita del Governo, non riesce a liberarsi degli errori del passato. Chi non ha le idee chiare non può proporsi per ruoli di guida e al momento io non ho certo le idee chiare».

Sulla situazione politica di Reggio, «non posso che esprimere una valutazione personale figlia della mia esperienza. Se mi si chiede cosa penso dico che non voglio vedere i saluti romani arrivare in municipio, come successo ad Udine». Quanto al suo futuro, «da singolo aiuterò i miei compagni di viaggio di questi anni, a partire da Luca Vecchi se si ricandiderà, e da coloro con i quali ho lavorato. Ma non vorrei vedere la solita lista di partiti alleati, bensì un progetto civico aperto ad altre esperienze e capace di portare nel centrosinistra idee forti in materia di servizi, ambiente, vicinanza ai quartieri e solidarietà».(e.spa.)



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